30/04/10

Film mai usciti nel Belpaese.





"L'autre" è un film francese. Le possibilità di arrivare in sala ci sono, per un film del genere, ma i nomi dell'intero cast non facilitano. Perchè non è un film con Gerard Depardieu. Ma anche perchè è una storia cupa e angosciante, con un'interpretazione superlativa a detta di molti, di Dominique Blanc, premiata a Venezia con La Coppa Volpi, che da noi non è proprio una star. E non è nemmeno la Emmanuelle Devos della situazione. Il film vira al noir partendo da una chiave psicologica. La storia di una donna che lascia il compagno molto più giovane, lo sprona a cercare una nuova compagna, e poi ne diventa gelosa in modo abronrme non è una novità. Ci colpisce lo stile. Attendiamo una release.


IT MIGHT GET LOUD: Movie Trailer - Watch more top selected videos about: Movie_Trailers, It_Might_Get_Loud, The_Edge, Jimmy_Page, Jack_White, Davis_Guggenheim




Il secondo "missing" della giornata piuttosto recente riguarda un documentario sul mondo del rock, "It might be loud". E' una sorta di terzetto musicale in cui l'opinione, la concezione della musica precede la stessa. E' una sorta di dissertazione a tre "voci": il chitarrista The Edge degli u2, Jack White dei White Stripes che con il cinema ha avuto una sbandata, nella realizzazione dell'opera semi-riuscita di Minghella, "Cold Mountain", e che ha tra l'altro firmato la canzone dell'ultimo James Bond, con Alicia Keys, e Jimmy Page, dai Led Zeppelin alla carriera solista o quasi. Il documentario, molto apprezzato da critca e pubblico, di certo non avrà una distribuzione in sala. Resta da chiedersi quando sia probabile il noleggio e la vendita. Dall'alto del mio pessimismo, si prevedono tempi lunghi.Il regista ha vinto l'Oscar con "Una scomoda verità". Non c'era Al Gore e il risultato dell'eco mediatica si è vista.





Il film che vi presento è stato a detta di molti il piccolo miracolo del 2009.

Vi posto la serie di premi ricevuti.

* 2009: Australian Film Critics Association: Best Australian Film - COMMENDED
* 2009: 82nd Academy Awards: Best Foreign Language Film (Australia)- SHORTLISTED
* 2009: Adelaide Film Festival: Audience Award - WON
* 2009: Cannes Film Festival: Caméra d'Or - WON
* 2009: Australian Writers' Guild Award: Feature Film Screenplay (Original) - Warwick Thornton - WON
* 2009: Australian Writers' Guild Award: Major AWGIE Award - WON
* 2009: Deadly Awards: Female Actor of the Year - Marissa Gibson - NOMINATED
* 2009: Deadly Awards: Male Actor of the Year - Rowan McNamara - NOMINATED
* 2009: Deadly Awards: Outstanding Achievement in Film - Warwick Thornton - WON
* 2009: IF Awards: Best Feature Film - WON
* 2009: IF Awards: Best Actor - Rowan McNamarra - WON
* 2009: IF Awards: Best Actress - Marissa Gibson - WON
* 2009: IF Awards: Best Director - Warwick Thornton - WON
* 2009: IF Awards: Best Script - WON
* 2009: IF Awards: Best Music - NOMINATED
* 2009: IF Awards: Best Cimematography - NOMINATED
* 2009: Asia Pacific Screen Awards: Best Feature Film - WON
* 2009: AFI Awards: Best Film - WON
* 2009: AFI Awards: Best Director - Warwick Thornton - WON
* 2009: AFI Awards: Best Lead Actor - Rowan McNamarra - NOMINATED
* 2009: AFI Awards: Best Lead Actress - Marissa Gibson - NOMINATED
* 2009: AFI Awards: Best Supporting Actress - Mitjili Gibson - NOMINATED
* 2009: AFI Awards: Young Actor Award - Rowan McNamarra - JOINT WINNER
* 2009: AFI Awards: Young Actor Award - Marissa Gibson - JOINT WINNER
* 2009: AFI Awards: Best Original Screenplay - WON
* 2009: AFI Awards: Best Cimematography - WON
* 2009: AFI Awards: Best Editing - NOMINATED
* 2009: AFI Awards: Best Sound - WON
* 2009: AFI Awards: Best Music Score - NOMINATED

"Samson and Delilah" è un film australiano del regista Warwick Thornton. La storia, un amore tra aborigeni, è portata alle sue più diverse conseguenze, dall'addio al vecchio mondo all'arrivo in comunità diverse. Il film è stato apprezzato ovunque, vincendo la Camera d'Oro a Cannes. E' nella mia whish-list-

L'heure d'été (Summer Hours) non è mai giunto in sala. Il film di Olivier Assayas. fine autore francese, in Italia è arrivato. Nel 2008, alla Festa di Roma. Eppure questa storia è delicata, corale, sinfonica nella sua distorsione e nei suoi conflitti. La cosa più strana è che Juliette Binoche è la protagonista. Ma forse una tematica come il lutto, le conseguenze, gli stridori non esplosivi ed interiori, non vanno di pari passo con il mercato.

I film dell'estate americana 2010




Per chi volesse avere un quadro complessivo sulle uscite cinematografiche americane dell'Estate 2010, questo video è la scelta giusta. Si tratta di un lavoro certosino, perfettamente costruito sua giustapposizione di sequenze di tutti i film in uscita nel periodo d'oro per il boxoffice, statunitense si intende. Lo "sciame" sonoro, musicale, la qualità in alta definzione delle clip, la capacità di secernere in varie frazioni scene con dei collegamenti non ovvi, sono qualcosa di rimarchevole. Complimenti a Mike Eisenberg per la cura dei dettagli e la capa cità di attirare attenzione tramite un vero talento nello pseudo-marketing.

29/04/10

News



Divertente trailer in italiano realizzato con Lego in Italiano...Il film è Iron man 2.




E' uscito, dopo tanti ripensamenti, il trailer di "Jonah Hex", film tratto dal fumetto della DC Comics che, a detta di molti appassionati di cinema, potrebbe essere un flop. La storia, piuttosto dark, è evidentemente stata enfatizzata per un film che sembra appartenere alla categoria "fracassone senz'anima" con Megan Fox, John Malkovich e Josh Brolin. Felice di essere smentito.

Secretariat




Non è il nome di un film cult come "Secretary" che ha mandato in visibilio i sadomasochisti e feticisti del globo. Anche se l'argomento sessuale è comunque rimarchevole (si scherza). Freud, infatti, identificava nel cavallo un qualcosa associabile alla sessualità. In questo film, dal trailer, sembra che non ci sia niente da salvare. Ricordate"Seabiscuit", pamphlet biografico sul cavallo omonimo, la Grande Depressione e compagnia bella? Un polpettone che non vi consiglio neanche sotto tortura. Parto molto prevenuto con il film, prodotto dalla Disney, che racconta del cavallo recordman (oddio almeno recordpet) omonimo addestrato da Penny Chenery. Con tutta sincerità non ne sapevamo niente. Anche perchè, oltre al Varenne nazionale, la corsa dei cavalli non è che appassiona tanto nel nostro paese, a parte gli scommettitori incalliti che cercano la "stangata" (ma non hanno la "fortuna" di Paul Newman e Robert Redford). Il film sprizza buonismo da ogni fotogramma, con una fotografia leccata (da un cavallo)e Randall Wallace a dirigere. E ci aspettiamo il peggio della retorica. Perchè "We were soldiers", "Pearl Harbor" e"La maschera di ferro", del regista, ci hanno insegnato che la parzialità e l'inaccuratezza sono di casa. Nel cast John Malkovich e Diane Lane. Poveri loro e poveri noi.

Iron man 2-Il gioco gratis online


Da domani nelle sale Iron man 2, fumetto Marvel



Ci scrive Toti Salemi, che ringraziamo:

Cari amici di Cinema e Parole,

vi scrivo per segnalarvi che stanotte la Marvel ha rilasciato "Whiplash:
Slash and Burn", un free online game per promuovere l'uscita di "Iron Man
2".


http://ironmanmovie.marvel.com/intl/it/game/

Il giocatore prendera' il controllo di Whiplash, il nuovo nemico di Iron
Man, e irrompera' sulla pista di Monaco dove Tony Stark sta gareggiando.

Official Game Trailer
http://www.dailymotion.com/video/xd42c2_iron-man-2-whiplash-slash-burn-unit_videogames

Le regole:
Utilizzando il suo braccio-frusta, il giocatore dovra' distruggere le auto
da corsa mentre scorrono veloci sullo schermo. Dopo aver colpito un
determinato numero di veivoli, il giocatore ricevera' una special power
che potra' essere usata per mettere fuori uso piu' auto con un solo colpo.

L'obiettivo principale e' quello di annientare la vettura di Tony Stark
durante il suo passaggio. La velocita' delle auto aumenta con il diminuire
del tempo, rendendo piu' difficile guadagnare punti per la distruzione.

Al termine della partita il giocare puo' aggiungere il suo punteggio nella
leaderboard.

Questo gioco esplosivo dimostra come Unity stia portando i 3D Browser Game
su un nuovo livello di sofisticazione.
Unity3d engine, a tutt'ora, è uno degli engine più facili e potenti
presenti sulla piazza come guida e supporto nello sviluppo.

Ricordiamo che Iron man 2 sta avendo un discreto apprezzamento critico e che sarà recensito entro il weekend dal blog.


http://www.rottentomatoes.com/m/iron_man_2/

Il cast prevede il ritorno del magnetico Robert Downey Jr., di Gwyneth Paltrow, di Samuel L. Jackson, cameo nel film precedente, la sostituzione di Terrence Howard cob Don Cheadle e nuove entrate del calibro di Sam Rockwell, Scarlett Johansson e Mickey Rourke.

Novità tecnologiche parte 2...



C'è un'errata corrige che riguarda il video precedente. La creazione è di Fujikawa( si dice che sia una donna). Il termine usato (Fugjikawa) era un'evidente mascherazione.I nuovi occhiali saranno in vendita ad alcuni mesi dalla presentazione ufficiale, prevista domani 30 Aprile in quasi tutta Italia. Ringraziamo ancora Toti per la correzione. Mi raccomando informatevi sulle Stark Industries e sul fondatore, benefattore e magnate, Tony Stark.

David LaChapelle immortala il cinema



In ordine
-Ben Affleck
-Christina Ricci
-Jude Law
-Liv Tyler
-Drew Barrymore
-Gael Garcia Bernal
-Chris Rock
-Kristen Dunst
-Uma Thurman


28/04/10

Domani in anteprima Recensione

Sabrina Ferilli

Quando si dice volgarità. Dei modi, dei comportamenti, delle scelte. La Ferilli è una donna e questo lo sappiamo  tutti, anche perchè si propone spesso in servizi che ce lo ricordano. E' anche una donna di poltica, le cui idee hanno una competenza in materia notevole. Notevole ad essere tutto e il contrario di tutto. Oggi ha detto di ammirare Berlusconi, anche se non lo vota, domani arriverà ad essere candidata di una sua lista, forse. E' l'espressione di un mondo, quello di sinistra, in particolare romano, come ha più volte attestato. Aveva promesso di spogliarsi nuda per lo scudetto della Roma e l'ha fatto, con bikini, con una pudicizia e una signorilità d'altri tempi (ehm.). Mi sembrava che fosse anche tifosa della Lazio in principio. E credo vivamente che molti sperino che la cosa non si ripeta mai più. Ha anticipato i calendari, ha prestato il suo volto a delle pubblicità, ha riempito, suo malgrado, i giornali di gossip, si è costruita un personaggio. Ma, per favore, non dite che questa donna sia un'attrice. Per favore. Un'attrice è recitazione. Ma voi avete mai visto la Ferilli in ruoli diversi dai tre luoghi comuni della bella donna un pò svampita, della povera donna, della forte donna? Ripercorriamo la carriera in pochi passi. Dalle comparse alla carriera vera e propria. Una carriera che non ha un solo film memorabile. Ha lavorato nel peggior film del compianto Emmer, nel peggior film di Nuti, per dire. Ha lavorato con D'Alatri, e la cosa non va a suo vantaggio. L'unica vera consacrazione è avvenuta con Paolo Virzì, che nello scegliere un'altra attrice portante,sanguigna, carnale come la compagna Micaela Ramazzoti, ha realizzato il suo capolavoro. Nei due film di Virzì, il primo e l'ultimo dei tre, "La bella vita" e "Tutta la vita davanti" ha dato il meglio di sè. "Ferie d'Agosto" lo dimenticherei volentieri. Anche in questi casi, però, l'elemento popolano non si è sottratto nonostante le sfumature diverse dei personaggi. Il tono, le movenze, l'ancheggiare mettono davanti sempre Sabrina e mai il personaggio. Ha indossato parrucche, si è messa a soffrire, a piangere, ad assumere un atteggiamento bordeline surreale sulla scena, si è spogliata nei suoi primi film completamente, ha cercato di interpretare Dalida in una fiction Mediaset e ho avuto un piccolo colasso per l'eresia quando si sovrapponeva la voce di una splendida cantante ad una donna che non aveva un minimo di femminilità. Ha lavorato con molti uomini da commedia e caratteristi. Ricordate Salemme, Parenti e Vanzina, con un cult del trash al secondo atto, e un cinepanettone. E soprattutto è stata una delle protagoniste del film italiano più brutto di tutti i tempi, "I mostri oggi", remake del classico di Dino Risi che mi ha agghiacciato. Sabrina è partita con piccoli ruoli, con grandi autori, come Monicelli, è cresciuta con alcuni registi che l'hanno voalorizzata (Ferreri) ed è arrivata a lavorare in fiction Tv dove le sue ospitate sono memorabili per la vacuità delle opinioni, e oggi riparte, sempre sul piccolo schermo, da Eros Puglielli  che partito con un percorso originale si è rivelato, finora, una boutade. Quando ha dichiarato: Basta con Filiberto in Tv, l'abbiamo applaudita. Farebbe bene a riposarsi anche lei, le diciamo.

Innovazioni tecnologiche

La Stark Industries, del famoso Tony, ha realizzato dei prototipi capaci di modificare la vita umana sulla terra. Niente di fantascientifico, ma qualcosa di rivoluzionario. In attesa della presentazione al pubblico prevista per il 30 Aprile in molte città italiane e rimandata, per motivi logistici dovuti alla difficoltà di trasporto che hanno flagellato l'Europa per alcune settimane a causa di tracce di nube vulcanica presenti nell'atmosfera, in altri Stati, anche fuori dal vecchio continente, in data già programmata, vi poniamo all'attenzione un estratto.




L'affiliata Cordco propone un'idea vincente con valore ignifugo. Si tratta di un marchingegno capace di aiutare i vigili del fuoco con un'azione mirata coordinata al suono. L'estinguitore di fuoco è una garanzia di successo...Occorrono solo alcuni perfezionamenti.



Ci scrive un noto agente di RubberRepubblic, Londra, il quale ci comunica che per iniziativa di un'altra succursale della Stark facente capo al giapponese Fugjikawa, la cui identità è nascosta (a detta di rumors insistenti si tratta del nome d'arte di un computer supersofiticato, preso da un personaggio dei fumetti). Vi elenco le caratteristiche del prototipo estraendole dal sito, che trovate al link http://www.starkexpo2010.com/fujikawa/it.html

LE CARATTERISITCHE DI STARK HUD 2020
  • Informazione ad alta velocità nel palmo della tua mano!
  • Servizi di Geo-localizzazione e informazione turistica!
  • Aggiornamenti sul tempo e sul traffico!
  • Strumenti e applicazioni di Social networking!
  • Jukebox con monitoraggio dell’umore!
  • Incontri Elettronici
Si tratta di una forma moderna di occhiali con funzioni del tutto inedite. I servizi per ora rilevati sono questi, ma c'è chi giura che la struttura ed il materiale possano garantire anche una precisa visione in 3D sul proprio televisore di vecchia generazione.

Questo blog si occupa di cinema, ma è giusto dare spazio ad un evento di tale portata. Ringraziamo Toti Salemi per la segnalazione.


viral marketing fantastico!clap clap

Trailer Film 2010




"Wild target" è la vera commedia dell'estate. Peccato che vedrà la luce della ribalta solo in Gran Bretagna, nel periodo del solleone. Comprata da Paramount, il film non ha una precisa data di uscita nei cinema americani e esteri. Eppure, il tocco british è assicurato. Tre pietre miliari delle tre generazioni degli attori inglesi. A rappresentare l'ala più anziana, Bill Nighy, seguito dalla generazione di mezzo con Emily Blunt, spigliata e sexy, fino ad arrivare alla fase post-Harry Potter (periodo commerciale dell'anima british) con Ruper Graves che cerca di affrancarsi dal suo passato. "Wild target" inoltre riporta al cinema in un ruolo di villain sopra le righe, Rupert Everett, che corrisponde alla mediazione non solo con Hollywood (come la Blunt) ma anche con l'Europa di genere, a volte trash, a volte camp. Il regista Jonhatan Lynn ha avuto un successo decrescente. Lo ricordiamo per "Mio cugino Vincenzo" con la splendida Marisa Tomei. "Wild target" è una parodia spassosa, tanto nera quanto rosa, un action-comedy divertente e divertito. Da vedere.




Tempo fa al cinema ho visto questo trailer rimanendone colpito. In modo non propriamente positivo. Ad una seconda visione, il film di Lucchetti, unico Italiano a Cannes nella sezione "In concorso", mi sembra molto esaustivo e sfaccettato, nella tradizione dell'autore. In particolare mi colpisce l'approccio di Elio Germano, molto viscerale e animato da una spontaneità vera. Germano è un bravo attore a cui hanno affidato molti ruoli sbagliati. Mi viene in mente "Come Dio comanda", uno dei film che ho meno amato negli ultimi anni, nonostante Filippo Timi. La storia unisce commedia e dramma, amore e distacco, dolore e rinascita, fine e nuova possibilità. Isabella Ragonese è un'attrice fantastica. C'è anche Bova, che, a quanto ho capito, ha sostituito Argentero. E Luca Zingaretti, con un look quantomai falsato e macchiettistico. Vedremo




E' arrivato. La puzza si avverte da lontano. Il film meta-letterario della stagione, meta-romantico, con ambientazioni patinate e un'Italia che sembra girata in studio. Se a dirigerlo c'è Gary Winick, autore di piccoli cult del "neofinzionismo rosa", la cosa risulta più chiara. Si scorge una bionda, lanciatissima, Amanda Seyfried, affiancata da un cast non molto noto, a parte Vanessa Redgrave e Gael Garcia Bernal, con lunga serie di comparse nostrane (che almeno ha un certo peso artistico e sembra essere non elemento accessorio). Rivisitazione, l'ennesima, di un mito romantico per eccellenza, con location irrealistiche e qualche macchietta chiara, il film di Winick è una delle varie pellicole girate quest'anno nel nostro paese. E, forse, l'unica destinata ad una certa affermazione, anche perchè Julia Roberts ha un soggetto assurdo quanto questo e meno commerciale in "Mangia, ama, prega" e "The tourist" dovrebbe uscire l'anno prossimo. Non parliamo di "Somewhere" di Sofia Coppola, che vanta Martina Stella nel cast. Poveri noi.




E' Godard il favorito. Non per la Palma d'oro, perchè il suo film non è in gara nella sezione principale, ma per la capacità di far discutere e impressionare. Godard continua il suo lungo percorso di scarnificazione dello stile cinematografico, con la solita, apparente, mancanza di nesso nella presentazione dell'articolazione di un disegno che sembra avere un leit-motiv unico nel titolo "Film Socialisme". A distanza di decenni dalla nascita della Nouvelle Vague di cui fu uno degli ideatori, e dopo un numero infinito di cambi di rotta artistici, segno di un incessante necessità di stare al passo con i tempi e di non cristallizare lo stile in una banale ripetizione di sè stesso, giungendo ad esiti sperimentali e documentaristici e unendo molte delle componenti correntiste del Novecento, fino ad abbracciare il digitale, Godard è l'uomo che ci avvicina ad un'epoca storica intellettuale di larga portata, senza saccenza. E' un pò l'alter-ego di Resnais, non legato alla sua epoca di appartenenza, quasi emarginato. Godard è stato sempre un fulcro del movimento della "Nouvelle Vague", quindi al centro e mai da solo, con una difficoltà successiva alla fine dello stesso, ai margini di un sistema di cui non condivide i tratti salienti. Come si evince dal titolo. Nel trailer, ad un certo punto, compare la cantautrice Patti Smith.

27/04/10

Meryl Streep
































































































































































































Non credo che Meryl Streep sia la più brava attrice di tutti i tempi. Senza togliere nulla al suo talento, affermare questo è un pò un'eresia per il cinema ed equivale a ridurre a semplici comparse intere generazioni di attrici precedenti altrettanto brave. Meryl Streep è una delle figure simbolo di Hollywood e rimarrà nella storia per molti motivi. Non solo perchè è tecnicamente preparatissima, capace di offrire molteplici colori interpretativi, completamente assorta nella cura meticolosa del suo ruolo, capace di destreggiarsi in ogni disciplina artistica. Meryl Streep sarà ricordata soprattutto perchè ha sdoganato in maniera potente l'immagine sovraumana delle dive. Molte sono le sue antesignane, ma nessuna è come la Streep. E' l'antidiva per eccellenza. Ci viene in mente il vestito indossato per la recente notte degli Oscar, da dove è uscita a mani vuote, soggiogata dal fenomeno Bullock. Elegante l'involucro, parzialmente impacciata la donna che lo calza. E di nomination ne ha ottenuto 16, record storico, con sole due vittorie. Quando le fanno notare che è l'attrice più ammirata dei membri dell'Academy, risponde, con una modestia indescrivibile, che non è solo quella che ha concorso più volte, ma anche quella che ha perso di più di tutte le sue antagoniste nella competizione. Ragionamento che non fa una piega per una donna autoironica e terrena. E, tornando al vestito, si può scorrore la lunga galleria fotografia della vita pubblica di Meryl. Nudi neanche a pensarci, scandali inesistenti e soprattutto grande umanità e valori radicati. Parlo del suo legame, fortissimo, con un grande attore destinato ad una morte giovane, John Cazale, che ha seguito fino alla fine. E della sua capacità di mascherare con un sorriso l'accaduto, quando tempo dopo, ricostruirà una nuova famiglia con uno scultore, con quattro figli a carico. Due ragazze hanno seguito la strada della madre. In modo molto semplicistico, l'intera famiglia non ha mai avuto minimamente a che fare con rumors o gossip. Meryl, figlia d'arte, si concentra su ciò che vuole realizzare, sull'impostazione di ogni singolo ruolo, definito con perfezione audace. E l'ultima grande differenza con le attrici di oggi e di ieri è determinata dal fatto che la sua carriera, in discesa dopo anni di salita, ora è alla sua massima espressione commerciale. La regina del boxoffice Streep unisce fruibilità, senza puzza sotto il naso, e lavoro certosino. La Streep è diventata anche popolare. Dopo anni in cui è stata principalmente un'artista.

M.I.A.-Born Free video solo per maggiorenni


M.I.A - BORN FREE VIDEO OFFICIAL (real and explicit version)
Caricato da elnino. - Scopri altri video musicali


Il video di M.I.A. è un piccolo cortometraggio. L'artista, capace di unire tante componenti musicali e di variari vari generi nuovi, spiazza con un video, diretto, da Romain Gravas, figlio del maestro discusso Costa, che è di una violenza sprezzante, abominevole, claustrofobica, irritante. E' un pò un video "Distopico" con caratteri alla "Children of men", una splendida fotografia e un'atmosfera che passa dall'inizio con lungo intro solenne alla "Collateral", in versione sporca e indie, ad un'articolazione plurifrontale della macchina da presa con un susseguirsi vorace di scene in una lunga, lunghissima (9 minuti) sequenza unica, fino ad arrivare alle esplosioni umane alla Vietnam, con dei ragazzi che hanno tratti tipicamente irlandesi. Il video ha racchiuso in sè un messaggio, evidente dal titolo "Born free", si concentra su una teoria quasi evoluzionistica, nella tradizione di M.I.A., ed è, forse, uno dei prodotti più riusciti dell'intera produzione di videoclip degli ultimi anni. Non è un video ipercostoso nè laccato, è un piccolo film scabro, duro come il marmo, riflessivo. E se da una parte Lady Gaga fa del pop(ular) il punto di partenza per la realizzazione ipercromatica del suo "Telephone", con Romain Gravas, il video di M.I.A. è un pò un a costruzione alternativa e autoriale composita, sferzante e, paradossalmente, più vicina all'oggi, con connotazione politica inclusa.

26/04/10

Il mistero dei fenicotteri rosa























































Il fatto oggettivo è che la Disney osa. La serie di documentari sulle varie forme naturali, facente capo alla branca DisneyNature, cominciato con "Microcosm", proseguito con "Earth" e confluito nella dimensione più vivida di "Oceani" tra poco nelle sale, ha una sorta di rivincita narrativa con questo film. Perchè, a differenza di altri, troppo articolati e con raccordi non propriamente coerenti, "Il mistero dei fenicotteri rosa" segue una parabola conseguenziale che ha un taglio insieme divulgativo (caratteristica del documentario) e poetico (fonte primaria del cinema di finzione). L'intreccio non è allusivo, ma temporalmente dilatato e tale cosa si lega direttamente alla struttura della storia, circolare, perpetua, affascinante. I fenicotteri rosa sono, per i nativi africani, una sorta di mediazione con la divinità che spesso identificano nei vulcani. Sono, a differenza di qualsiasi specie sulla terra, in grado di resistere a temperature torride, soggetti ad un processo di selezione a tappe. La vita dal pulcino alla vecchiaia è un piccolo miracolo, anche perchè la quantità di inquinanti nel territorio un tempo immacolato sta compromettendo il perpetuarsi della specie. Dalla nascita, preceduta da riti che ricordano il coro della tragedia greca, con movimenti coordianti e quasi all'unisono, e dal peregrinare verso il lago di sale (sono dotati di una ghiandola in grado di espellere parte del sale assorbito, anche se lo stesso è molto pericoloso nella prima parte dell'esistenza per la formazione di aggregati salini sulle zampe che determinano l'immobilità e quindi la facilità ad essere esposti alle prede, oltre che l'incapacità di proseguire il primo lungo viaggio della vita per i pulcini), alla creazione di una nuova vita, alla morte, si levano in aria i ritratti dipinti di questi grandi truccatori, che si cospargono di colore per rendersi appetibili per la procreazione. Il documentario scorre via, lineare, visivamente impressionante soprattutto per la resa tecnica capace di rendere le splendide immagini in campo lunghissimo dei "quadri viventi" emozionanti fino alle lacrime. Non rivoluziona il genere, non è un riferimento fondamentale, sta di fatto che la Disney, si veda la Giornata della Terra, ha scelto di seguire un percorso di alto profilo. Evitate la lingua italiana e datevi ai sottotitoli.

Gli ottanta anni di Clint Eastwood





Partendo da un articolo del Guardian, che propone una galleria narrativa al link http://www.guardian.co.uk/film/gallery/2010/apr/26/clint-eastwood-80?picture=361615198 , Clint Eastwood entra nella "Walk of fame" degli highlander, il 31 Maggio. Diventa un ottantenne. Lo vediamo nella posa, elegante e sicura, altezzosa e stabile, con il viso a volte tirato, a volte solcato da un numero imponente di rughe cutanee. Le mani di Clint, come si vede dalla foto sotto, sono da macho. La forma delle dita, la forza nell'imprimere nel blocco sè stesso è netta. Clint ha gli occhi di una severità difficile da trovare, freddi e senza una gamma espressiva molto variegata. In realtà, dietro la sua riservatezza e potenza, si cela un uomo buono che tenta di proporre la sua ottica, del tutto umanitaria, conservatore perchè ancorata ai valori dei padri, moderna perchè pronta all'accoglienza e al sostegno. E' un pò la mascolinizzazione di Marlon Brando, divo ambiguo per eccellenza, anch'esso vicino a cause di emarginati e poveri fino alla fine. Clint ha nei modi, talvolta bruschi, ma sempre eleganti, la sua vita. Porta intatto il bagaglio delle sue radici, dei suoi eventi, delle sue gioie e dolori. Lo si vede sorridere, spesso, quando ritira premi, parla con attori e registi, vive nel cinema. Sa che a quest'arte ha dato tutto sè stesso, è contento per ciò che ha ottenuto e anche l'ostracismo, ingiustificato, di molti nei suoi confronti, è qualcosa di vanesio e che non ne mina la credibilità attoriale. Clint può sbagliare i film, da attore e da regista, ma raramente sbaglia direzione. Sa precisamente dove andare. Un tempo era un affezionato il western, genere connaturato al territorio dove è nato, quello dei pionieri che si spostano da ovest verso est alla conquista di altri zone, che ritornerà nella sua vita in molti casi (citiamo l'Oscar degli "Spietati"). Poi una sequenza complessa ma dotata di una propria continuità.La "Trilogia del dollaro" di Sergio Leone, l'Ispettore Callaghan brusco e violento, la scelta di piccole storie da dirigere (ricordate l'omaggio al cantante Charlie Parker in "Bird"?), e la serie di piccoli capovalori dal 2000 in poi, con una maturità contenutistica ed emozionale che non ha eguali. Clint è un vecchio cowboy che diventa un pistolero per poi trasformarsi in un padre. Non è Scorsese, con la sua religiosità imperante, è un uomo solo che cerca negli altri la forza del vivere.

Scatti per brand





































In ordine, per "Bulgari", Julianne Moore. Per "Dior", Jude Law. Scarlett Johansson musa del marchio "Dolce e Gabbana". Zooey Deschanel per "Olivers Peoples". James Franco per "Gucci". Penelope Cruz per "Mango". Jonathan Rhys Meyers per "Hugo Boss". Keira Knightley per Chanel.

25/04/10

La piccola bottega degli orrori

















































































Abbiamo parlato di tutti e cinque i film in uscita entro la prossima estate negli Stati Uniti. L'angolo poster ci garantisce un'idea più completa sul cosa propongano le pellicole. Un poster è l'idea che la casa di distribuzione considera vincente. Il poster è il significato contenutistico di un film. L'impressione del trailer è meno immediata di una costruzione visiva muta. Quando una persona si trova in un cinema per caso, compagnia, passatempo, anche se completamente digiuno di un film, sceglie in base al poster molto spesso. Mi viene in mente un episodio di poco tempo fa. Due bambini davanti alle locandine giganti con famiglie a "carico". Vedono il poster di "Dragon Trainer" e ne restano colpiti, ma l'attenzione si sposta velocemente altrove, verso il colorato "Colpo di fulmine" con Jim Carrey omosessuale. La Lucky Red è riuscita nell'obiettivo: il film, presentato in modo difforme rispetto al suo contenuto, come se fosse un "Dick e Jane" goliardico, ha colpito l'attenzione di due bimbi, che preferiscono la solarità spiccata alla solita storia di draghi, per di più leggermente sinistra. In realtà, i due poster sono sbagliati entrambi.Li vediamo:














Il primo non sembra targato Dreamworks, usa dei colori molto disomogenei, ha un qualcosa di conturbante nel viso del drago. a nulla servono le scritte 3D e il riferimento in minuscolo a Sherk e Madagascar. Il secondo sembra una macchietta, con il grosso colpo di fulmine centrale da cui partono tre diverse rappresentazioni farsesche con alle spalle, molto in fondo, una figura lontana, naturalmente sbarazzina, che corrisponde a Ewan McGregor, l'amore di Carrey nel film. Nel primo caso si sceglie la strada di aderenza a quello che è la pellicola, sbagliando immagine e dando l'impressione di un'animazione di serie B. Nel secondo si modifica parte del sottotesto, più malinconico, in modo da colpire una fascia più larga di pubblico. I risultati iniziali del boxoffice ci mostrano come la teoria della scelta casuale, vedendo il poster e sbirciando qualche informazione sui voucher del cinema, è evidente. "Dragon Trainer" parte male, "Colpo di fulmine" fa un certo successo. Ma poi, interviene il passaparola e la situazione si inverte e di molto. Il cartone Dreamworks vince e convince, con una tenuta entusiasmante, il film distribuito dalla Lucky Red perde, in tre settimane, l'80% delle sue sale. Quindi un poster deve cercare di mediare tra due istanze: attenersi alla realtà contenutistica e cercare di avere una costruzione visiva affascinante. Nel caso dei poster sopra elencati, tutti, tranne "Sex and the city", non hanno identità nè costruzione visiva di fattura. Non ci stupiremmo che siano tutti sonori flop. "Sex and the city" non media le due esigenze: si propone, con il teaser, in grado di cogliere il contenuto, del tutto frivolo, con la forma estetica glamour e un pò kitsch.

Tilda Swinton- Un piccolo book con profilo



































E' la donna atipica, nel fisico, magrissimo, nella carica erotica ambigua, nella mascolinità nei modi, nella capacità di modificare in un soffio il suo aspetto con estrosi tagli di capelli e colori dissonanti. E' glaciale, è una matrona tirannica di qualche saga germanica, è spietata e cinica, ma anche docile e calorosa. Tilda Swinton incarna l'ideale perfetto dell'artista a tutto tondo, che non cerca vanagloria, gossip o successo. E' un'attrice che non ha un'espressione hollywoodiana, sceglie solo ciò che vuole, porta avanti i suoi progetti perchè ci crede, che siano essi apprezzati o meno dal pubblico e dalla critica. Non ha paura di lavorare con il grande amico, semisconosciuto, Guadagnino e di uscire alla scoperto con copioni senza attenzione alcuna dai media. Viso androgino da modella di qualche anno fa, con relativa forma spigolosa, occhi di ghiaccio con espressioni sempre diverse, attrice che sfiora le corde emozionali con un tono secco e basso, senza eccedere nei manierismi, fisico che cattura l'attenzione per l'assoluta indefinitezza delle sue curve. E' questa Tilda Swinton, a cui aggiungere la constazione che è molto ribelle, molto alta, molto "cattiva e sporca". E il suo sorriso non ha nulla a che vedere con la comicità, semmai con l'ironia. E la Swinton è una maestra di antipatia e di simpatia. A seconda di come giri il vento. A seconda di cosa dica il suo "orologio biologico".

24/04/10

La cosa giusta





Ho cercato di analizzare in dettaglio il film di Marco Campogiani, presentato al Torino Film Festival, prima edizione targata Gianni Amelio. Mi ha colpito, con qualche piccola velatura, per due ragioni. E' una pellicola sincopata, senza tregua, vorace nel disegnare un intreccio complesso. In questo senso, da una parte ha la caratteristica tipica del cinema italiano di oggi, ovvero la centralità primaria della scrittura, dall'altra porta al paradosso questa base di partenza, creando una commistione tra il cinefilo, l'autoriale e il commerciale, nelle sue più varie declinazioni. Campogiani si pone in modo originale tra due correnti antitetiche nel nostro cinema. Da una parte c'è l'autore. Si definisce autore, con una certa puzza sotto il naso, chi tocca temi alti. Anche se il tempo ci ha mostrato che questa classificazione è del tutto errata, si veda la vena "pessimista" dell'hollywoodiano Capra, che ha sempre garantito un "lieto fine" illusorio, nel nostro mondo, quando pensiamo alla pedagogia artistica (termine quantomai opinabile) tocchiamo sempre le corde sociali. Dall'altra c'è l'autore di commedie, fini a sè stesse o intelligenti, allusive del reale, con merchandaising e product-placement. Campogiani riesce ad evitare gli eccessi di ambo le parti e media in modo spiccato tra le due istanze. Parte da un soggetto con connotazione sociale: il disagio post-attentati che uno straniero vive nel nostro paese. La cosa che mi colpisce è la capacità di creare un intreccio che con il dramma, l'emarginazione, la sofferenza, non ha molto a che vedere. Perchè "La cosa giusta" è una commedia, un "on the road" non verso un luogo, ma verso l'altro. La coppia dei poliziotti Briguglia-Fantastichini è basata su un asse caro alla tradizione della commedia all'italiana, a cui si aggiunga una componente attualizzata e non stereotipata. E la comicità di una coppia si regge sistematicamente sulla diversità. Da una parte un giovane, studioso, sognatore e idealista (con fidanzata razionale), libero dal pregiudizio, pulito, dall'altro un ribelle di una certa età, con poco sprint, permaloso e eccessivamente fiducioso in sè stesso, con qualche tratto razzista. Briguglia ha il viso giusto, si dimostra all'altezza con movenze e un tono colloquiale, acquistando, sul finale, una consapevolezza più tangibile e reale. Ennio Fantastichini, come tutti gli attori con una certa esperienza, fa il gigione, talvolta eccedendo. E' una caratteristica vincente per il ritmo, meno per il personaggio. La coppia si costituisce quando c'è un caso specifico, riguardante un tunisino che ha scontato una pena detentiva per aver ospitato una coppia di terroristi. E, geometricamente, dalla retta si passa al triangolo. Ahmed Hafiene ha un viso espressivo, malinconio e pacificato. Il suo personaggio ha una levità estranea al contesto in cui si trova. Il regista, perciò, ribalta l'ottica del tema e porta a una riflessione meno moralizzante, più sfumata (da cui il titolo). Parte dal sociale e finisce al sociale. Ma descrivendo le storie di persone e di rapporti umani, non di ideologie generalizzanti e di freddezza asettica. Il merito più grande è la capacità di contestualizzare un discorso ampio ai singoli. Questo è l'altro punto di forza del film. Ed è un punto forza che è anche un tallone d'Achille. Infatti i dialoghi, soprattutto nella prima parte, non possono uscire fuori che da costruzioni un pò forzate, appaiono talvolta sospesi, in parte televisivi. D'altrocanto, è la freschezza che regge la sceneggiatura, firmata dal regista e da Giovanni Di Feo, insieme alla dinamicità e all'immediatezza. Un tentativo meno aderente al reale non avrebbe giovato. A conferma della duplicità e dell'originalità delle scelte, l'incontro tra convenzionale e non convenzionale è segnato da una certa attenzione alla dimensione ambientale, ritratta con dovizia. L'aspetto visivo, infatti, è quasi il controcanto della storia. Ha qualcosa che si allontana da essa, ma al contempo è inseparabile dal contesto. E' una dimensione atipica per la commedia, necessaria per come è strutturato l'intreccio. Buona la fotografia di Maurizio Calvesi. Non ho una buona competenza per definire il sonoro. Da alcuni punti di vista, il film paga, in termini monetari, una difficoltà di comprensione basilare che si pone nella distanza tra il tema e il suo svolgimento contenutistico. Infatti la dimensione brillante è, dal titolo e parzialmente dal trailer, offuscata dalla tematica sociale.


Scatti made in Italy






























































































































La prima si chiama Anita Caprioli. E' probabilmente una delle attrici più complesse del nostro paese. Anita non è mondana, viene dal teatro (e si vede), sceglie con cura i suoi film. E' stata protagonista della qualità indipendente degli ultimi anni, dal mitico "Non pensarci" al cult italiano sulla legge Basaglia "Si può fare", uno dei ritratti più complessi e umani dell'ultima cinematografia con la direzione di Giulio Manfredonia. Anita è molto apprezzata da un certo tipo di registi. Alina Marrazzi, nel suo documentario femminista, l'ha scelta come voce portante. Esordisce al cinema con Ferrario, non ripete le collaborazioni, passa da Zeffirelli a Verdone, da Salvatores a Ponti, fino a Montaldo.
La seconda foto, in ordine, inquadra Isabella Ferrari, attrice recuperata con un lavoro molto intenso da bravi registi. La Ferrari aveva nei suoi primi film un'immagine lolitiana, ora sfiora il conturbante e l'adulto sfumato. Come è stata recuperata? Partendo da una fiction di successo, Distretto di Polizia che l'ha imposta al grande pubblico e che ha carpito l'interesse di registi come Grimaldi, Corsicato, De Maria, Ozpetek.
Segue Carolina Crescentini, attrice giovane e sicuramente più valida di Laura Chiatti. Ha all'attivo un insieme di film non esaltanti, ma l'interesse di Maselli e Montaldo, nonchè il ruolo, il migliore, in "Due partite" di Monteleone, la pongono in una posizione di maggiore spicco rispetto alle sue coetanee. La Crescentini vanta un background critico.
Infine l'attrice del momento, in termini di bellezza mozzafiato e bravura, è Caterina Murino, splendida Bond-girl del penultimo 007. La Murino è un persopnaggio vincente, solo che le sue scelte attoriali non hanno, in via di massima, lasciato il segno. Si dedica con costanza e passione al teatro che l'ha vista dilettarsi, a quanto leggiamo, su testi di Jorge Amado e Tennesee Williams.