31/03/10

Profili - Natalie Portman



Ora in onda, uno dei film più pretenziosi degli ultimi tempi. Si chiama "L'altra donna del re". Tratta delle sorelle Bolena, interpretate da Scarlett Johansson e Natalie Portman con il re Enrico VIII nelle mani di Eric Bana. Vi parlo di questo film per mostrarvi che anche chi ha qualcosa da dire in campo cinematografico compie degli errori grossolani. Il regista, Justin Chadwick, ora con un low-budget sottomano, esordisce nel mondo del cinema senza lasciare il segno. Scarlett Johansson consolida il 2008, con "The spirit" e l'orrendo "Vicky Cristina Barcelona", come l'anno della sua involuzione. Scarlett non è entrata mai nelle grazie del sottoscritto. Eric Bana è un attore piacente che rischia poco, anche se il suo personaggio in "Munich" è fantastico. Va detto che il salto potrebbe avvenire con le produzioni di Joe Wright e di Noah Baumbach. Mi voglio soffermare su un capofila, lasciando Sandy Powell, la costumista, al suo angolino di sole ben meritato, tra OScar e Festival anche in Italia, e lo sceneggiatore Peter Morgan tra le sue analisi socio-politiche. L'attrice è Natalie Portman che è il miglior esempio di talento connaturato ad una bellezza eterea. La Portman, come il 90% delle attrici ha commesso molti passi falsi, da "Where the heart is" a "Anything but here", ma non mai sfigurato in un contesto cinematografico. Il pessimo "Closer" nè è un altro indicatore: appena appare lei, ogni cosa si scioglie e diventa invisibile. La Roberts non può far altro che gridare per far capire che è lì. Zach Braff l'ha scelta per il suo esordio, "Garden State", che ho rivalutato molto recentemente. Quale attrice con "Star Wars", una collaborazione con Burton, lo splendido "Leon" e un cameo che è la gemma di un film non riuscito come "Cold Mountain" di Minghella, avrebbe accettato ad inizio carriera una parte del genere in un film stralunato e strafumato con garbo, quando ancora il genere era di nicchia? Natalie contribuì al successo del film in modo esponenziale. Ha Lavorato con Amos Gitai e in un film, "True", che è un cult che devo ancora reperire. "V for Vendetta" dimostra, oltre alla bravura magistrale, la scelta di seguire un percorso alternativo anche rispetto alla sua immagine corporea di scricciolo. Keira Knightley è una lattante che vive nei film in costume, Natalie una donna che cambia genere senza perdere, in tutti i contesti (si vedrà nella rivisitazione horror di "Orgoglio e Pregiudizio" con David O. Russel che promette scintille) la sua femminilità. Ha lavorato con Anderson e con Wong-Kar Wai, ha debuttato come regista, nel 2010, oltre a "Thor" del 2011, uscirà il film alla "Eva contro Eva" del director di "The Wrestler" Darren Aronofsky, che potrebbe valere un premio e consacrarla. Natalie sbaglia ma lo fa con la consapevolezza di un talento artistico. Altri sbagliano un film e ne indovinano molti senza lo stesso talento. Nel film in onda, è l'elemento di spicco, con la povera Johansson che sembra fuori posto. Si può dire che non sempre scelga il copione migliore, ma che come Eve del film di Joseph L. Mankiewicz, la sua presenza metta in agitazione le altri attrici sul set e che non c'è solo mestiere ma talento e passione, nonchè un animo indie marcato. Osa, anche nella commedia con Kutcher.

Film del 2010






"Perdona e dimentica", l'ultimo film di Todd Solondz, presentato alla passata Mostra di Venezia, arriva in sala il 16 Aprile. Il buon Todd ha avuto dei lampi di genio importantissimi nel panorama cinematografico. "Fuga dalla scuola media", ma soprattutto "Happiness" e "Palindromi" hanno colmato le lacune di molti registi odierni. Lacune che riguardano soprattutto la psicologia e la coralità, nonchè la sperimentalità narrativa. Solondz ritorna ad "Happiness", a quel luogo dove ci siamo lasciati, ma i suoi nuovi personaggi sono una versione riaggiornata dei vecchi. I vecchi sono il punto di partenza. I nuovi, con i nomi diversi e gli ambiti diversi, sono il loro clone. Anche gli attori non sono più gli stessi. Ve ne segnalo due da tenere d'occhio. Il noto Ciaran Hinds e la sgraziata nei tratti somatici Shirley Henderson che vedremo, lanciatissima dall'alto della sua bravura, nel film di Winterbottom del 2012 in cui l'elemento carcerario ritorna a fare da padrone. Il film deve essere visto.

Mangia, prega, ama







Ryan Murphy ritorna dopo il flop di "Correndo con le forbici in mano". Il suo primo film è riuscito ad offuscare la carriera di Annette Bening finora, ad avere un esito modestissimo in termini economici, a privare la sua macchina da presa di quella "geniale cinicità" che gli script da telefilm (Nip/Tuck alle prime serie) avevano. Se Todd Solondz è colui che guarda alla società in modo spietato con capacità drammaturgica e cinismo sopra le righe, Murphy, e lo si può vedere dalla serie "Glee", è in bilico tra difficoltà e lieto fine. E' hollywoodiano nel senso meno piacevole della parola. Il trailer di questo film, tratto dall'omonimo testo di Elizabeth Gilbert, non lascia dubbi. Il regista cerca di affrontare altro, ma un libro spirituale in un film da mainstream potrebbe essere un fiasco. Julia Roberts, ritornata con successo in "Duplicity", è alla prova del nove. Ci sono James Franco, Viola Davis, Luca Argentero (????). Con la speranza che non sia così, questo titolo potrebbe essere un fallimento, forse il più gran fallimento dell'anno. Felice di essere smentito. Mi preoccupa molto la presenza di Javier Bardem, che dopo l'Oscar, non ne azzecca mezza.

30/03/10

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori




Il film di Laurent Tirard tratto dal famoso libro per bambini di Renè Goscinny poteva essere una boutade tra il "Giamburrasca" nostrano anni 80' e quello musicarello anni 60'. I Francesi, senza sciovinismi, hanno classe anche nel volgare. L'elemento popolaresco è il motore del cinema italiano degli anni cinquanta e sessanta, poi c'è stato il cinema politico, poi il cinema drive-in, poi il "non-cinema", ora il cinema-product placement. A livello ipergeneralizzante, va detto. In Francia il problema è un altro e ci sono due strade percorribili: da una parte si può tentare la strada autoriale, dall'altro c'è un modello fiction meno grossolano ma altrettanto freddo. Chi media fra questi due elementi vince. Per intenderci, il film con la Tatou su Coco Chanel tende alla semplificazione da fiction, i film di Resnais sono autoriali (e fantastici), ma il carattere popolare si manifesta proprio in quei generi che possono svincolarsi dai suiddetti tipi. E' così che l'azione (Mesrine), l'horror, il filone carcerario, l'animazione sono il punto di forza. Ora il film in questione è molto vicino alla nostra sensibilità, più chiassosa, più divertita, più fanciullesca, sotto molti punti di vista si ritorna al bon-ton di "Don Camillo", diverso da un punto di vista tematico, con il suo dualismo bonario e il lieto fine. Il dato che va aggiunto è una grande integrazione dell'aspetto ludico con la dimensione psicologica. Il mondo dei bambini è analizzata con cura tale che, come una madeleine proustaiana, ritorniamo ad essere bambini e a pensare nei loro termini, non nei nostri. Il loro mondo di incertezze e paure è evidente. Ma non drammatico, come "Nel paese delle creature selvagge": Non a caso, il ricordo dell'infanzia perde i suoi aspetti più negativi e si concentra, con un intreccio veloce e vorace, su situazione tipo, in pochi casi oniriche, in molti materialiste fino al midollo (la preoccupazione per l'arrivo del nuovo fratellino, il meccanismo per scongiurarlo, la richiesta successiva). Il film scorre via, con la sua durata di 90 minuti scarsi, ed è un piacere constatare che la bravura di Kad Merad (in Italia lo ricordiamo soprattutto per "Giù al nord") venga offuscata dai piccoli protagonisti. In maniera difforme dal solito la sceneggiatura, dello stesso Tirard e di Vigneron, alle volte insoddisfacente, convince.

27/03/10

Film 2010



Il film in questione, "Les Beaux Grosses" è stato campione di incassi in Francia, garantendosi un posticino assolato e diventando la risposta colta e autoriale a "Superbad". Dal trailer l'opera prima (premiata al Cesar) di Riad Sattouf sembra biosa e frizzante. La visione è caldamente consigliata, anche per la presenza di guest-stars di eccezione come Valeria Golino, la splendida Emmanuelle Devos e soprattutto Marjane Satrapi, autrice di "Persepolis", nei panni di una commessa. Non perdetela, uscirà in un weekend difficile, quello che vedrà "Iron man 2" sbancare il box-office, il 30 Aprile, per la Nomad Film.


Il calabrone Verde
Il film top-secret del 2010. Non sono riuscito a trovare frames. Il lavoro promozionale è completamente affidato alle mani dell'attore e sceneggiatore (entrambe le attività in questo caso) Seth Rogen che cerca di svincolarsi dai soliti modelli. La cosa più pericolosa, oltre ad un rilancio della carriera di Cameron Diaz (che per noi è un pericolo), è l'aver affidato, da parte della Sony, la regia a quel geniaccio senza limiti Michael Gondry. Temiamo che questo sarà il progetto che lo stronchi. Per varie ragioni. O perchè perderà l'estro creativo o perchè perderà la possibilità di lavorare, con editto bulgaro conseguente ad un possibile flop. Ci auguriamo il meglio. Gondry è una maestro visionario, dalla scrittura alle tematiche, dalla scelta di attraversare l'arte invece che circoscriverla, come testimoniato dal suo interesse per la musica, dai Daft Punk ai Chemical Brothers alla grandissima Bjork, con dei videoclip-capolavoro, fino a Dave Chapelle comico statunitense e il suo "Bloc party" a base di sketch e sound hip-hop. Inoltre lo ricordiamo per "Se mi lasci ti cancello", film fondamentale nell'evoluzione cinematografica soprattutto a livello di scrittura degli ultimi anni.


Film 2010

L'illusionista
Nuovo lavoro di Sylvian Chomet, accolto con entusiasmo a Berlino. Il suo "Appuntamento a Belleville" mi folgorò per la capacità di imprimere una delicatezza emotiva pregnante attraverso l'utilizzo di una forma complessa, bidimensionale, in cui il tono cromatico ha un valore estraniante e al contempo emapatico con i personaggi dell'opera e con gli spettatori.Il soggetto è di Tati, l'omaggio sembra anche un riallacciare il legame con un'idea di cinema che non c'è più. Il film sarà distribuito in Italia a Maggio dalla Sacher, lungimirante.

All good things
E' Andrew Jarecki, il documentarista di Capturing the Friedmans, il regista di questo sfortunato lungometraggio, che ha incontrato diversi problemi per la sua gestazione e ora per il lavoro distribuitivo, essenzialmente legati alla Weinstein Company.Ed è un peccato, perchè la coppia Dunst-Gosling fa scintille sulla carta e la storia ha un suo valido motivo di interesse.






Mother and Child
E' ancora un soldalizio tra due attori. O meglio due attrici. Naomi Watts e Annette Bening. E' ancora una storia femminile, di maternità. E' ancora un meltin'pot. C'è alla regia Rodrigo Garcià che torna dopo il pessimo "Passengers" ad affacciarsi nel mondo femminile dopo "9 vite da donne", film indie premiato, ma che per chi vi scrive, nulla di trascendentale. Garcia ha avuto il suo ruolo nella direzione di series come "Six Feet Under" e "Carnivale", nel cinema non riesce a sfondare.







The maid
Lo dico chiaramente. Con il personaggio di Raquel, nella foto, interpretato da Catalina Saadreva, è stato amore a prima vista.Il trailer mi ha confermato l'appeal di un film che mostra una freschezza contagiosa. C'è un risvolto della medaglia nell'intreccio, come sempre. Il film, distribuito da un'altra ottima casa come la Bolero, è cileno. E l'America del Sud ci sta regalando dei gioiellini. A Maggio in Italia.


Robin Hood
Aprirà Cannes. Ma soprattutto sembra voler aspirare al massimo degli incassi, riportando il vecchio Ridley Scott ai tempi del "Gladiatore". Se gli ultimi film di Scott hanno qualcosa che interessa, "Il gladiatore" mi appare uno dei più brutti film mai premiati con l'Oscar e qualcosa, sin dal trailer, mi fa comprendre che ci sia un ritorno al passato. E Scoot ha filmato negli ultimi dieci anni almeno 6 film tra il trascurabile e il brutto. Lo spec-script (sceneggiatura al miglior offerente) aveva un'angolazione molto più innovatrice, ma Ridley ha messo mano in quella che si annuncia la grande delusione dell'anno.Sempre che il regista di "Blade Runner" non ci sorprenda e si avvalga di due grandi come Russel Crowe e Cate Blanchette in modo inatteso.

26/03/10

Film del 2010

Primo post della giornata.


"Kick-ass" è la prossima star del cinema mondiale. E' un azzardo, forse. E anche una speranza, sullla carta. Il trailer, naturalmente senza censure, ci ha entusiasmati. Un plot del genere sembra scorrere via con una certa leggerezza, in realtà, pur affondando nella solita cadenza dolescenziale, l'immagine che ci arriva non ha nè un'atteggiamento drammatico, come molti film da Sundance, nè un carattere volutamente idiota, sullo stile dei demenzial-film americani. La cosa che ci fa ben sperare è che il film parte da un soggetto definito, il fumetto omonimo del 2008, e non ricicla gag passate ma si basa su un'elaborazione a sè stante, che sembra fresca. Il film ha caratteree semplicistico, ma non banale, è spinto ma non scorretto, è mainstream ma anche indie, nerd ma anche eoistico. Il trailer ci colpisce per la sua ingenuità, recitativa, per la sua freschezza di regia, di Matthew Vaughn, che non a caso, ha prodotto Guy Ritchie.



Affiora e lo si nota nel trailer, Nicolas Cage, che negli ultimi periodi sembra essere diventato nuovamente un asso di garanzia. Brad pitt cofinanzia e questo ci fa ben sperare. La colonna sonora vanta brani dei Prodigy, degli Sparks, la "Starry Eyed" di Ellie Goulding, stelletta dell'electropop inglese, Mika e cenni a Morricone e Presley.

Alcune foto












Per le prime impressioni dei critici, vi rimando a Rottentomaetos con una media invidiabile...


25/03/10

Domani


Grandi novità

Recensione in anteprima dell'argentino fresco vincitore dell'Oscar come miglior film straniero, "Il segreto dei suoi occhi", in uscita a giugno in Italia.



Presentazione di 5 film del 2010

In tema di Elezioni, non può mancare un film che tratta un'angolazione diversa, quella dell'high school americana, di Alexander Payne, vetta artistica del genere commedia con sfumature non politicamente corrette. Il film, vi consiglio una visione, è passato in sordina in Italia, si chiama "Election", in riferimento alle elezioni studentesche, è del 1999 e vede un duetto attoriale molto affiatato.

Alcuni riferimenti a Kick-Ass, titolo di punta statunitense, di cui ascoltate la title-track di Mika.

20/03/10

"Vincere" in America

Vincere Movie Reviews, Pictures - Rotten Tomatoes


E' uscito in America "Vincere", ultimo film di Marco Bellocchio, passato a Cannes e approdato con un limitato successo in Italia. Come si può vedere dal link, il numero di recensioni positive è pari alla totalità con una media di 8/10, un risultato eccellente e riservato a pochissime pellicole. Anche in Italia, a parte le esternazioni non ottimali di Mereghetti, e una certa approssimazione in Natalia Aspesi, le critiche sono state benevoli. Il sintetico Maurizio Porro, Lietta Tornabuoni che esalta la regia totalizzante, Valerio Caprara attento alla struttura e alla cifra stilistica. Ma per avere un quadro completo, bisogna guardare alla critica francese. Cahier du Cinéma, la celebre rivista che diede il nome alla Nouvelle Vague, si esprime in modo chiarissimo: "Vincere inventa una poetica storica per i suoi aspetti sinfonici, lirici e politici… Quando gli eccessi melodrammatici e l'audacia formale si accompagnano così, si è vicini a un grande sogno di cinema". E' una definizione così perfetta ed appropriata che non merita altre parole. E' proprio la cifra stilistica che riesce ad interagire e a fondare la storia, il contenuto, grazie a numerose sequenze dei documentari dell'epoca (i famosi cinegiornali) dell'Istituto Luce, a scelte espressioniste che privilegiano i toni scuri, ombrosi, o i colori più intensi nel loro congelamento come il rosso passionale senza sole, all'uso di un montaggio intellettuale o quantomeno dinamico ( i Cahier dicono testualmente:"Un colpo di genio. [….] Il film ha una velocità e una densità che non si sono viste recentemente che nel migliore cinema americano") e alla polifonifia sonora che ha tratti sinistri. La forma determina la sostanza, e la sostanza assume connotazioni emotive pregnanti grazie alla forma. L'angolazione della macchina da presa è indicativa della personalità del Duce e molto spesso si pone in basso accentuandone la fermezza impositiva, la recitazione è magistrale, con un Filippo Timi credibile e una Giovanna Mezzogiorno magnifica. "Vincere" usa la densità stilistica per rendere ammaliante una storia raggelante, sospesa nel tempo e nella storia, nel sogno e nella realtà, nell'emozione e nell'apatheia, nel dolore e nel baratro del dimenticaio. Bellocchio scrive una pagina di cinema, una delle tante del suo cinema, che appassiona i suoi lettori, ma si preferisce sfogliare altre pagine, più rassicuranti, magari siciliane, magari accese di colori, di ricordo, di intreccio famigliare. Anche se il film di Tornatore ha la sua valenza artistica e si avvicina al sole, il "Vincere" di Bellocchio è su un pianeta più vicino alla luna. E la luce lunare è più cinematografica dei raggi accecanti.

19/03/10

Film 2010-Quarta Parte


Un fotogramma di quello che si preannuncia un nostos cinematografico di grande qualità. Peter Weir, in termini qualitativi, è probabilmente il regista con più continuità. L'ultimo film, sette anni son trascorsi, "Master & Commander, in questa sede, nonostante alcune critiche", viene ritenuto un prodotto pregevole. "Green Card" è tanto semplice quanto immediato. La direzione del cast è impeccabile, si pensi all'ottimo "Fearless", così come la capacità di intuire mutamenti sociali prima che si verifichino a largo raggio, come in "The truman show. Più scontato "L'attimo fuggente. La nuova fatica è un'epopea storica. Ci si riferisce ai gulag sovietic e alla fuga di sei prigionieri, seguendo la novella di Rawicz, con la prima produzione cinematografica per la Abc. Il cast annovera la talentuosa Saorsie Ronan, Jim Sturgess, Colin Farrell, Ed Harris e il Mark Strong che si candida a mattatore della prossima stagione, anche per la presenza in Robin Hood. La pellicola è "The way back".



Nicholas Stoller è uno sceneggiatore. E conosce, indipendentemente, dalla qualità dei film, un certo modo di approcciare ad una storia fresco e leggero. E' anche un director. Non molti italiani lo ricorderanno, per via di una distribuzione pressochè nulla ed estiva, con "Forgetting Sarah Marshall", che ha fatto di Russel Brand un'icona. Proprio per questo, e con solita produzione Apatow, guru della commedia Usa, con molti knock-out e qualche colpo fallito, il ritorno con Get Him to the greek, di cui vediamo il trailer, potrebbe risollevare le sorti di un genere, made by Apatow, che è troppo giovane per essere trascorso, troppo vecchio per durare.C'è ancora Russel Brand e questo fa ben sperare.

Film 2010-Parte Terza-Trailer del giorno



L'attore Rocco Papaleo dietro la macchina da presa per un road movie musicale che sembra un divertito Buena Vista Social Club enfatizzato e meno autorale. Il film, in uscita il 9 Aprile, sulla carta e dal trailer, sembra essere appetitoso per il cast, che tra l'altro annovera Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassman, lo stesso regista, l'attore Paolo Briguglia e il cantautore Max Gazzè, ma soprattutto per il carattere picaresco. In molti casi, si veda "Focaccia Blues", i film girati con pochi mezzi nel meridione, hanno tutta la freschezza dei luoghi e la vitalità di un certo modo di concepire la vita trasfuso su pellicola.

18/03/10

Film 2010-Parte Seconda

Greenberg, il sesto film alla regia di Noah Baumbach, il terzo di una certa notorietà, dopo la sorpresa del "Calamaro e la balena" e il mezzo fiasco critico per "Il matrimonio di mia sorella". Greenberg, presentato a Berlino, forse non è, a detta di alcuni, entusiasmante ma lo si attende per la fine resa psicologica e un'atmosfera che oscilla tra Wes Anderson e quache traccia del Woody dei tempi d'oro. Su Baumbach si scommette sempre, anche se il suo lavoro è più riuscito nella realizzazione di script (per Anderson) che da director. Il cast è ricco come al solito. Vedere Ben Stiller in un ruolo del genere non sembra tanto parossistico, il problema è che la tipologia del film non sembra essere per nulla attinente al suo profilo. Il cast è completato da Rhys Ifans, e da notare la presenza costante di Jennifer Jason Leigh, legata al regista. Gli LCD Soundsystem firmano la colonna sonora.



The conspirator è ritorno di Robert Redford dopo "Leoni per agnelli", un film che ha sollevato serie perplessità tra pubblico e addetti ai lavori. Personalmente, ne ho apprezzato proprio la verbosità. Il cast è eccezionale: James McAvoy che potrebbe essere il protagonista della prossima stagione con un ruolo chiave, la fantastica Robin Wright Penn, Evan Rachel Wood e soprttutto Kevin Kline e Tom Wilkinson.Lo script riguarda, con tutti i limiti nella verosimiglianza,il tentato assassinio ad Abramo Lincoln. Ha buone carte per esplodere. Dipende dal mazzo. E Redford ci ha regalato film grandissimi, come "Quiz Show" e "Gente Comune", ma anche sonore delusioni. Quindi sta a lui fornirci le carte vincenti.




I Coen ritorneranno con un western, True Grit, rifacimento di un film del 1969, "Il Grinta", con John Wayne. Il tentativo è di riavvicinarsi a "Non è un paese per vecchi", anche perchè il villain è interpretato da Josh Brolin. A lui si aggiungono il premio Oscar freschissimo Jeff Bridges e Matt Damon. Questo film di cui ignoriamo data di distribuzione, è un outsider, che, se proposto nelle sale, entro la fine dell'anno, potrebbe guadagnarsi forti simpatie e riaccendere un globale riavvicinamento al western. Non va dimenticato lo stile dei Coen e la loro capacità di imprimerlo in un contesto non attinente.


Parlando dei Coen, ci spostiamo in un altro contesto cinematografico. E' di Zhang Yimou il remake dell'opera prima dei famosi fratelli "Blood Simple" che ha assunto il titolo "A woman, a gun and a noodle shop" , recentemente rivista dal sottoscritto che ne è assuefatto. La scelta di Yimou, peraltro apprezzata (ma anche NO!) a Berlino, non mi sembra così eccitante, anche perchè l'opera potrebbe rilevarsi, in mancanza di qualcosa di più solido, come un divertissment innocuo con il sapore di minestra riscaldata. Yimou non è il mio regista preferito, anzi, eccetto pochi casi, è limitante definirlo un regista orientale di spessore in quanto è una rielaborazione sontuosa e a volte riuscita di uno stile ibrido e compiaciuto nel suo essere patinato o rurale. Alcuni film ("Sorgo rosso") sono capolavori, ma la sua parabola sembra essere da tempo discendente, con l'eccezione della "Città Proibità".








Infine, l'angolo trailer riservato ai film di prossima uscita è affidato al film italiano "Happy Family" di Gabriele Salvatores.

17/03/10

Film 2010-Parte prima

Tramite questa rubrica, scopriamo i film in uscita nel 2010. Alcuni sono in preproduzione, altri in postproduzione, alcuni hanno la data di uscita definita, altri navignano nel mare della distribuzione. Questo blog si propone di assicurare una rassegna completa per quanto possibile, in modo che anche i film di cinematografie diverse da quella americana possano essere conosciuti.E' chiaro che il peso di un film sarà legato alla sua visibilità.
Blue Valentine
Il film Blue Valentine, distribuito dalla Weinstein Company nel periodo più fecondo per propiziare l'Oscar, sulla carta è un progetto che offre vari lati di interesse. E' una storia d'amore, di quelle che l'Academy ha dimenticato da anni.Un dubbio mi nasce in relazione ai produttori, gli stessi di Half Nelson, e su un regista come Cianfriance che con storie del genere non ha molto senso. Si spera che non si tratti di un prodotto che faccia della sua presunta "indipendenza" una cifra basilare. Ryan Gosling e Michelle Williams sono la punta di diamante.



The kids are all right è un prodotto altrettanto curioso. In questo caso l'impressione al Sundance e l'accoglienza a Berlino, ci fanno presagire un'opera che non si discosta dal modello indie precedente, ma con qualche intuizione meno strutturale. Si narra di un rapporto tra donne, dei loro due figli, e del padre biologico. Dirige Lisa Cholodenko, che ricordiamo per "Six feet Under", mentre la Mia Wasikowska di Alice,le superbe Julianne Moore e Annette Bening, e il sottovalutato Mark Ruffalo, sono le star.
La distribuzione è della Focus Feautes, l'uscita americana è, secondo fonti attuali, estiva.

Miral, come si evince dalla immagine a lato, è una trasposizione letteraria di un libro della giornalista Ruja Rebreal, presente con una certa costanza nel palinsesto italiano di qualche anno fa. La cosa che ci ha stupito è la presenza dietro la macchina da presa di Julian Schabel. Nei suoi personaggi, per quanto reali, come nello "Scafandro e la farfalla", opera di un'inquietitudine paurosa toccando nella normalità della sofferenza le punte più profonde nel suo essere tanto agonizzante e rasserenante allo stesso tempo, e nel ritratto di Basquiat, che, senza la stessa qualità, dava uno spaccato biografico dell'artista omonimo forse troppo legato al suo ambiente, c'è una capacità di scrittura che si svincola dal lato biografico e cade nell'artistico puro. La storia di una ragazza palestinese non è il massimo dell'originalità e Freida Pinto non sembra essere la migliore scelta possibile, ma si confida che il film mostri una caratterizzazione adeguata oltre ad un ottima resa formale. In italia lo si vedrà dal 28 maggio, distribuito dalla Eagle Pictures, con seria possibilità di sbarcare a Cannes.


The trees of life

Su questo film, di Terrence Malick, c'è un'ombra di mistero e di ambiguità che ne lasciano presagire dei frutti ricercati. La ricercatezza e l'oculatezza sono i sintomi distintivi del cultore del silenzio e dell'immagine per eccellenza, un uomo la cui più piccola inquadratura è opera pittorica e il più piccolo movimento di macchina la giusta cornice. Pur avendo notizie di base, circa il soggetto, il cast, la possibilità di uscita, preferiamo tacere per evitare di definire ciò che è indefinibile. Perchè già descrivere un film è qualcosa di non propriamente facile, soprattutto se si tratti di notizie-rumors , tanto più è impossibile pensare di dare una piccola caratura precisa, una connotazione, ad un mondo che si rinnova senza fiatare, che si muove senza muoversi, congelato e presente, come quello di Terrence.

In questo spazio finale, proponiamo un trailer di un film di prossima uscita di cui parleremo con relativa recensione. Si tratta di un animation-movie di produzione Dreamworks in 3-D che ha suscitato un certo numero di reazioni positive. Il titolo è Dragon Trainer...


12/03/10

I Baustelle e il cinema



Baustelle
“Gli Spietati”

Vivere così senza pietà
senza chiedersi perchè
come il falco e la rugiada
e non dubitare mai

non avere alcuna proprietà
rinnegare l’anima
come i sassi e fili d’erba
non avere identità

Gli spietati salgono
sul treno e non ritornano
mai più, non sono come noi
perduti antichi eroi
noi due che al binario ci diciamo addio…

non volere mai la verità
ottenere l’aldilà
navigare senza vento
migliorare con l’età

c’è un amore che non muore mai
più lontano degli dei
a saperverlo spiegare che filosofo sarei

Gli spietati salgono
sul treno e non ritornano
mai più, non sono come noi
falliti antichi eroi,
noi due che al binario salutiamo…

Gli spietati salgono sul treno e non ritornano
mai più, non sono come noi innamorati eroi,
noi due che al binario ci diciamo addio…

noi ci siamo amati
violentati
deturpati
torturati
maltrattati
malmenati
scritti lettere lo sai.

non ci siamo amati
divertiti
pervertiti
dimenati
spaventati
rovianati
licenziati
lo saprai

noi ci siamo persi
ritrovati
poi bucati
c’è un amore che mi lacera la carne
ed ancora tu lo sai

noi ci siamo amati
violentati
deturpati
c’è un amore che mi brucia nelle vene
e che non si spegne mai

noi ci siamo amati
violentati
deturpati
torturati
maltrattati
malmenati
scritti lettere lo sai.

Di norma, non parlo di musica. Ma in questo caso, è doveroso almeno segnalare il nuovo singolo dei Baustelle. Cosa fa dei Baustelle una peculiarità artistica italiana di grande qualità? Credo fermamente che i Baustelle siano molto cinematografici. A partire dalla storia della loro formazione, toscani d'origine e indie fino al midollo. Poi c'è la svolta, seguendo un andamento di commercializzazione ma anche di elaborazione musicale e testuale più raffinata e pienamente integrata alla prospettiva pop del nostro modo di approcciare alla musica, con i dovuti accorgimenti e una presa di posizione stilistica definita e definibile. Per un certo verso i Baustelle uniscono classicità e innovazione. Anche da un punto di vista estetico. Alternativi, in realtà si inseriscono in un filone retrò sia nel vestiario che nell'atteggiamento, oltre che nelle scelte musicali. Sono una rielaborazione artistica con guizzi innovativi. Come il cinema, appunto. Il cinema è una ripetizione di sè stesso, ma lo è già dal secondo decennio del novecento eppure i capolavori sono venuti dopo. L'arte è qualcosa che, per dirla in termini chiari, muore già alla sua nascita ma non smette mai di vivere. Più che di arte, la ripetizione della stessa è assemblaggio artistico. E l'unica cosa che tiene in vita l'arte è la capacità di assemblare seguendo uno stile, personale, riconoscibile, autentico. In questo senso i Baustelle sono degli artisti a tutto tondo, perchè dopo l'appoggio delle majors, non si smentiscono mai. E la caratteristica vincente sta nell'antagonismo delle voci, maschile e femminile, e nel loro combiaciare in uno specifico punto. A ciò si aggiungano i testi. Per rimanere in ambito cinematografico, i Baustelle citano Alain Delon, Pasolini e "scrivono" immagini che colpiscono, secondo una consequenzialità molto filmica nell'impostazione, immediatamente. Infine già il cinema italiano li ha glorificati con il David di Donatello per la splendida "Piangi Roma", in duetto con Valeria Golino, dal film "Giulia non esce la sera" di Piccioni.

10/03/10

Everybody's Fine

Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 99 min. - USA, Italia 2009. - Medusa uscita giovedì 23 dicembre 2010.

Più di un anno di distanza. Gelo...

I titoli della distribuzione italiana

Sottotitolo:
Braccia rubate all'agricoltura...


La vivisezione dei titoli stranieri con traduzione senza capo nè coda italiana è stata da sempre un marchio di fabbrica della nostra distribuzione. A risentirne sono solo gli appassionati. Per l'ennesima volta maltrattati. Cosa c'è di diverso, alla fine, tra un titolo e un altro, si potrebbe obiettare. Lungi da uno snobbismo autoriale, c'è qualcosa di sbagliato nell'alterazione del senso per due ragioni. La prima corrisponde ad un'ingannevole pubblicità, che non definisce il film per ciò che è ma per ciò che è commercialmente più appetibile. Così un film drammatico e disorientante come "Eternal sunshine of the spotless mind", capolavoro assoluto di Gondry, diventa "Se mi lasci, ti cancello", come una banalissima commedia alla Julia Roberts. Dall'ingannevole pubblicità, deriva un malcontento per il grande pubblico. Con un titolo del genere, e con Jim Carrey protagonista, in molti, che si trovano al cinema tanto per, accedono in sala credendo di trovare qualcosa che non c'è. Magari un Jim Carrey versione Richard Gere che fa morir dal ridere le donne e poi le abbandona. In molti commentano il film in maniera negativa, alcuni sono tanto annoiati da parlar d'altro, altri smanettano con il cellulare, altri si alzano e se ne vanno. La seconda ragione è diametralmente opposta: un appassionato di cinema vero e proprio, si trova, per esempio, di fronte al nuovo film con Jim Carrey, "I love you Philip Morris". Ha letto critiche, recensioni, analizzato il trailer, fatto riferimento alla storia reale tra due uomini, nata in prigione, con Ewan McGregor e Carrey. Il film ha diverse sfumature e non è adatto a tutti. Se "Milk" è un prodotto riconoscibile per la grande importanza del personaggio e quindi, per alcuni bigotti, evitabile, immaginare un Carrey gay è più difficile, soprattutto se si cambia il titolo in "Colpo di fulmine-Il mago della truffa" e con un trailer che tace la storia d'amore omosessuale con baci annessi, modificato in accezione famigliare. Ne deriva un malcontento per l'appassionato, che crede nella non-censura di una manifestazione artistica. Malcontento enfatizzato dall'accoglienza di un pubblico che sghignazza e inveisce, per la tematica e il sottotesto, durante la visione del film. La cosa che più fa specie è che la casa di produzione è una certa Lucky Red che su queste tematiche ci marcia da decenni. Ma non credo sia mai arrivata a scontentare in modo così vistoso il pubblico che la segue da tempo, così come il nuovo pubblico più prettamente popolare. E' un gioco di marketing che può andar bene da un punto di vista economico, ma fa cadere la credibilità di un'azienza seria. In primis, perchè le pubblicità ingannevoli non sono tollerate dalla nostra giurisdizione. E, mutilando in successione, c'è qualcosa di ingannevole . Da qui, nonostante la volontà di vedere il film, parte un personale boicottaggio nei confronti della proiezione cinematografica. Ma non è solo questo titolo ad essere stato modificato. Il film di Roman Polanski, distribuito dalla 01 Distribution, diventa "L'uomo nell'ombra". Il titolo originale è "The ghost writer", "Lo scrittore fantasma" con evidente riferimento a colui che viene chiamato a scrivere per conto di altri, senza apporre il suo nome. Una figura letteraria e reale molto accattivante, in piena linea con la trama e l'atmosfera del film. Un'imprecisione fastidiosa, ma comunque non ingannevole. Per la Warner, nelle sale, "Appuntamento con l'amore", con una serie lunghissima di star. Il titolo originale è "Valentine's day", uscito in prossimità di San Valentino nel mondo, e rimandato di un mese da noi, per lasciare spazio a Moccia, flop con il seguito di "Scusa se ti chiamo amore". I film di Natale, del Ringraziamento, da noi escono in piena estate, o a qualche mese di distanza. Per un "Old dogs" che diìventa "daddy Sitter", un "Edge of Darkness" che diventa "Fuori controllo", due commedie acquisiscono due titoli orrendi. La prima è il"Cacciatore di Ex", di Tennant, con Jennifer Aniston e Gerald Butler, che, in originale, sarebbe "The bounty hunter", "Cacciatore di taglie", in modo da far emergere anche il lato di pura azione della pellicola. I distributori italiani ritengono che ogni cosa debba essere categorizzata. E se c'è Jennifer Aniston, c'è solo romanticismo. La seconda è "una proposta per dire di sì" che sostituisce "Leap Year" (Anno Bisestile),. L'intera struttura della storia si poggia su una credenza irlandese che consente di fare una proposta matrimoniale il 29 Febbraio da parte delle donne. Il film, nonostante Amy Adams, sembra pessimo e con questo titolo viene banalizzato fino all'assurdo. Al candidato all'Oscar "The messenger" viene fatto precedere l'esplicativo "Oltre le regole", come se si trattasse di un film di azione alla Rambo. Il film "The crazies" diventa il già sentito "La città verrà distrutta all'alba" (infatti è il remake di Romero). "The backup plan" diventa "Piacere, sono un pò incinta". E soprattutto il discusso "Humpday" diventa "Un mercoledì da cialtroni".
Detto questo, credo sia evidente una cosa: i distributori italiani sono, in genere, i peggiori esempi di qualunquismo populista e provincialismo, di esemplificazione e di mercificazione. Ma le piccole case come la Videa-CDE a volte osano e vincono, distribuendo in anteprima mondiale un titolo oggi sulla bocca di tutti e non tradotto come "The hurt locker"

Crazy Heart



Crazy Heart è un film di "non-azione". Non è sceneggiatura dialogica, coerente, di ferro, ma è storia letteraria trasposta e sfumata. E' un film che si poggia completamente su due fattori: l'interpretazione e la musica. In secondo piano, la regia e le scelte fotografiche. Scott Cooper, all'esordio da director, riesce a donare un quid diversificato di elementi che non si reggono su ciò che accade, ma su ciò che si manifesta in sè stessi. Sposta il baricentro dal visibile all'invisibile, dal concreto alla sfumatura interiore. In questo senso la sceneggiatura è piuttosto ondivaga, distaccata, priva di quella leggerezza hollywoodiana ma anche della argutezza, talvolta artificiosa, del cinema europeo. Una pellicola semplice. Ed è la semplicità che contraddistingue la musica e l'artista country. Una semplicità non rigorosa, piena di sbavature, in bilico tra un successo trascorso e l'ubriachezza odierna, con quello sguardo disincantato rispetto alla commercializzazione discografica di un genere, una volta, il genere popolare e malinconico, povero e tradizionalista, oggi venduto brutalmente con i vinili diventati cd che riportano l'immagine sulle copertine glitterate di una novella "Britney del country". Il tono aspro, la sporcizia, la rudezza sono state sostituite dal mercato. Per questo, Bad Blake non ha un buon occhio per chi gli ha rubato il posto, il giovane Tommy Sweet, che interpreta senza riuscire a scrivere di sua mano un pezzo. La musica diventa un locus interiore in cui si esprimono le varie tappe evolutive del personaggio. Le interpretazioni si modificano, acquistando progressiva dolcezza e stabilità, man mano che cresce,dopo aver toccato il fondo, la consapevolezza di Blake. Jeff "Drugo" Bridges ha l'aspetto, l'atteggiamento, la vocalità ruvida e sottile di un cantante country. E "The weary kind", di Ryan Bingham, è uno dei brani country più toccanti di sempre. La qualità di Bridges, notevole, senza gigionate ed esagerazioni abnormi, restituendo un ritratto intenso e privo della pesantezza da Actor's studio, è affiancata dalla superba interpretazione di Maggie Gyllenhall. Il suo personaggio, sulla carta stereotipato, viene arricchito da sfumature inedite, piccoli gesti di una naturalezza disarmanti. Se c'è un grande Jeff Bridges, una parte del merito va ad una degna collega lavorativa come Maggie. Proprio il tono, basso e amorevole, ruvido e dolce, poco impostato, rende pienamente integrata la recitazione con il contesto da cui deriva. E la vicenda fa da sfondo rispetto alla mutevolezza di sè stessi. Cooper si avvicina ai suoi personaggi, cogliendone difetti ed emozioni, poi li lascia andare e in campo lunghissimo appaiono come particelle umane, mentre la dimensione ambientale, ben fotografata, nella sua maestosità, li ridimensiona, riconducendoli alla loro esistenza grama, semplice, quotidiana, frutto di un disegno che non è dato comprendere.


08/03/10

Best Dressed






















Winner List-Actor










Best Actor

Mezza calzetta. Così lo ritrasse Clint Eastwood.
Candidato cinque volte all'Oscar, la sua prima vittoria.
Nel discorso di Ringraziamento, ha ricordato i genitori attori.
E la rivincita di Lloyd Bridges, il padre, dopo l'oscurantismo maccarista, viene sancita dal figlio. Jeff Bridges ha un ruolo deflagrante, naturale, americano. Il country gli scorre nelle vene e nella voce.





Best Actress



Sandra Bullock riesce nell'impresa di vincere Razzie e Oscar lo stesso anno, per due film diversi. Ma soprattutto inanella numeri da blockbuster inverosimili. La Bullock sta all'incasso come Will Smith.Solo che quando tenta la strada autoriale riesce meglio. Osa, spavalda, e soprattutto non si vergogna di essere al contempo di nicchia e commerciale. Una fidanzatina autoironica e poco star. Memorabili i suoi discorsi di ringraziamento.E' andata di persona a ricevere il Razzie, mandando in visibilio i suoi detrattori. Ha un team di lavoro perfetto e tempi comici inediti per una donna.



Best Supporting Actress

E' Mo'nique.Donna in carne, che ha portato ai fasti la UPN con il telefilm "la Famiglia Parker", poca cosa, a quanto ci ricordiamo, ma comunque un serial comedy da appassionare un certo tipo di pubblico soprattutto di colore. Mo'nique è la constatazione dell'iperpotere di Oprah. La sua prova è sovraccarica, la sua persona molto discutibile. Ma ciò garantisce uno status di impatto sta appunto nell'anticonformismo. Mo'nique non è Halle Berry, ma forse ha più credibilità.


Best Supporting Actor

Un ruolo sui generis per Christoph Watz. Il suo Landa è tanto orrendo quanto accattivante. Un ruolo deflagrante, ma interpretato in maniera sottile.Il lavoro di Waltz è meticoloso, ossessivo e si constata nella sua versatilità linguistica. L'inizio è folgorante e lo immortala nella Storia del Cinema come l'attore enigmatico che riesce a calarsi in ruolo difficile e ben scritto senza ricorrere ad un punto di riferimento ed evitando di semplificare o di rendere complesso un character che è, in primis, esperimento cinematografico artificiale, nella tradizione del vecchio Quentin.

Best Picture

Best Picture

07/03/10

Aspettando "Godard" ( e non Godot)

Premio Oscar?

La Lady sarà incoronata? La Bigelow veste i panni di Lady Oscar.Si veste da uomo, ma agisce da donna. Come quando sceglie un film di guerra, ma esprime un disagio più sfumato.Come quando si mostra ambiziosa, ma non sperpera il denaro in virtuosismi alla Cameron, attenta "madre". Ma anche NO!Perchè il film di guerra è sfumato ma sfrontato, dirompente, carico di tensione. Perchè se non ha i soldi di Cameron ex-marito,non le manca il piglio nel dirigere. Perchè è una donna maschile, ma è anche un uomo femminile. E non trascende alcuna categoria sessuale, sfiorando l'omoerotismo (le scene di lotta amichevole). Perchè la Bigelow è bella ma sporca, giovane ma vecchia, antipatica ma innocua. Perchè la Bigelow è la contraddizione di sè stessa nella sua affermazione.


Domani Recensione di

Predictions Final Oscar 2010

Performance by an actor in a leading role
Jeff Bridges in "Crazy Heart" (Fox Searchlight)
George Clooney in "Up in the Air" (Paramount in association with Cold Spring Pictures and DW Studios)
Colin Firth in "A Single Man" (The Weinstein Company)
Morgan Freeman in "Invictus" (Warner Bros.)
Jeremy Renner in "The Hurt Locker" (Summit Entertainment)

Who will win (chi vincerà): Jeff Bridges
Spoiler (candidato di distrurbo): Colin Firth
Who should win (chi dovrebbe vincere): Colin Firth
Who should have been nominated(chi avrebbe dovuto essere candidato): Sam Rockwell in "Moon"

Performance by an actor in a supporting role
Matt Damon in "Invictus" (Warner Bros.)
Woody Harrelson in "The Messenger" (Oscilloscope Laboratories)
Christopher Plummer in "The Last Station" (Sony Pictures Classics)
Stanley Tucci in "The Lovely Bones" (DreamWorks in association with Film4, Distributed by Paramount)
Christoph Waltz in "Inglourious Basterds" (The Weinstein Company)

Who will win: Christopher Plummer/Christoph Waltz
Spoiler: Christoph Waltz/Christopher Plummer
Who should win: Christoph Waltz
Who should have been nominated: Peter Capaldi in "In the loop"

Performance by an actress in a leading role
Sandra Bullock in "The Blind Side" (Warner Bros.)
Helen Mirren in "The Last Station" (Sony Pictures Classics)
Carey Mulligan in "An Education" (Sony Pictures Classics)
Gabourey Sidibe in "Precious: Based on the Novel 'Push' by Sapphire" (Lionsgate)
Meryl Streep in "Julie & Julia" (Sony Pictures Releasing)

Who will win: Meryl Streep
Spoiler: Sandra Bullock
Who should win: Carey Mulligan
Who should been nominated: Emily Blunt in "The young Victoria"

Performance by an actress in a supporting role
Penélope Cruz in "Nine" (The Weinstein Company)
Vera Farmiga in "Up in the Air" (Paramount in association with Cold Spring Pictures and DW Studios)
Maggie Gyllenhaal in "Crazy Heart" (Fox Searchlight)
Anna Kendrick in "Up in the Air" (Paramount in association with Cold Spring Pictures and DW Studios)
Mo'Nique in "Precious: Based on the Novel 'Push' by Sapphire" (Lionsgate)


Who will win: Maggie Gyllenhall
Spoiler: Mo'nique
Who should win: Maggie Gyllenhall
Who should been nominated: Marion Cotillard in "Public Enemies"

Best animated feature film of the year
"Coraline" (Focus Features) Henry Selick
"Fantastic Mr. Fox" (20th Century Fox) Wes Anderson
"The Princess and the Frog" (Walt Disney) John Musker and Ron Clements
"The Secret of Kells" (GKIDS) Tomm Moore
"Up" (Walt Disney) Pete Docter


Who will win: Up
Spoiler: Nobody
Who should win: Fantastic Mr. Fox
Who should have been nominated: Mary and Max

Achievement in Art Direction

"Avatar" (20th Century Fox) Art Direction: Rick Carter and Robert Stromberg
Set Decoration: Kim Sinclair
"The Imaginarium of Doctor Parnassus" (Sony Pictures Classics) Art Direction: Dave Warren and Anastasia Masaro
Set Decoration: Caroline Smith
"Nine" (The Weinstein Company) Art Direction: John Myhr
Set Decoration: Gordon Sim
"Sherlock Holmes" (Warner Bros.) Art Direction: Sarah Greenwood
Set Decoration: Katie Spencer
"The Young Victoria" (Apparition) Art Direction: Patrice Vermette
Set Decoration: Maggie Gray

Who will in: Avatar
Spoiler.The young Victoria
Who should win: None
Who should have been nominated: Nel paese delle creature selvagge

Achievement in cinematography

"Avatar" (20th Century Fox) Mauro Fiore
"Harry Potter and the Half-Blood Prince" (Warner Bros.) Bruno Delbonnel
"The Hurt Locker" (Summit Entertainment) Barry Ackroyd
"Inglourious Basterds" (The Weinstein Company) Robert Richardson
"The White Ribbon" (Sony Pictures Classics) Christian Berger

Who will win: Avatar
Spoiler: The white ribbon
Who should win: The white ribbon
Who should have been nominated: Public Enemies

Achievement in costume design

"Bright Star" (Apparition) Janet Patterson
"Coco before Chanel" (Sony Pictures Classics) Catherine Leterrier
"The Imaginarium of Doctor Parnassus" (Sony Pictures Classics) Monique Prudhomme
"Nine" (The Weinstein Company) Colleen Atwood
"The Young Victoria" (Apparition) Sandy Powell

Who will win: The young Victoria
Spoiler: Bright Star
Who should win: The young Victoria (I heart Sandy)/Bright Star ( I love Janet)
Who should have been nominated: None

Achievement in directing

"Avatar" (20th Century Fox) James Cameron
"The Hurt Locker" (Summit Entertainment) Kathryn Bigelow
"Inglourious Basterds" (The Weinstein Company) Quentin Tarantino
"Precious: Based on the Novel 'Push' by Sapphire" (Lionsgate) Lee Daniels
"Up in the Air" (Paramount in association with Cold Spring Pictures and DW Studios) Jason Reitman

Who will win: The hurt Locker
Spoiler: Avatar
Who should win: The hurt Locker
Who should have been nominated: District 9/Star Trek


Best documentary feature

"Burma VJ" (Oscilloscope Laboratories)
A Magic Hour Films Production Anders Østergaard and Lise Lense-Møller
"The Cove" (Roadside Attractions)
An Oceanic Preservation Society Production Nominees to be determined
"Food, Inc." (Magnolia Pictures)
A Robert Kenner Films Production Robert Kenner and Elise Pearlstein
"The Most Dangerous Man in America: Daniel Ellsberg and the Pentagon Papers"
A Kovno Communications Production Judith Ehrlich and Rick Goldsmith
"Which Way Home"
A Mr. Mudd Production Rebecca Cammisa

Who will win: The cove
Spoiler: Burma VJ
Who should win: Burma VJ
Who should have been nominated: Valentino-The last Emperator


Achievement in film editing

"Avatar" (20th Century Fox) Stephen Rivkin, John Refoua and James Cameron
"District 9" (Sony Pictures Releasing) Julian Clarke
"The Hurt Locker" (Summit Entertainment) Bob Murawski and Chris Innis
"Inglourious Basterds" (The Weinstein Company) Sally Menke
"Precious: Based on the Novel 'Push' by Sapphire" (Lionsgate) Joe Klotz

Who will win: The hurt locker
Spoiler: Avatar
Who should win: The hurt locker
Who should have been nominated: None

Best foreign language film of the year

"Ajami"(Kino International)
An Inosan Production Israel
"El Secreto de Sus Ojos" (Sony Pictures Classics)
A Haddock Films Production Argentina
"The Milk of Sorrow"
A Wanda Visión/Oberon Cinematogràfica/Vela Production Peru
"Un Prophète" (Sony Pictures Classics)
A Why Not/Page 114/Chic Films Production France
"The White Ribbon" (Sony Pictures Classics)
An X Filme Creative Pool/Wega Film/Les Films du Losange/Lucky Red Production Germany

Who will win: El Secreto de Sus Ojos
Spoiler: Un profeta
Who should win: Un profeta
Who should have been nominated: Vincere di Bellocchio, Italia, ma hanno candidato Baaria...

Achievement in makeup

"Il Divo" (MPI Media Group through Music Box) Aldo Signoretti and Vittorio Sodano
"Star Trek" (Paramount and Spyglass Entertainment) Barney Burman, Mindy Hall and Joel Harlow
"The Young Victoria" (Apparition) Jon Henry Gordon and Jenny Shircore

Who will win: Star Trek/Il divo
Spoiler: Star Trek/Il divo
Who should win: Il divo
Who should have been nominated: District 9

Achievement in music written for motion pictures (Original score)

"Avatar" (20th Century Fox) James Horner
"Fantastic Mr. Fox" (20th Century Fox) Alexandre Desplat
"The Hurt Locker" (Summit Entertainment) Marco Beltrami and Buck Sanders
"Sherlock Holmes" (Warner Bros.) Hans Zimmer
"Up" (Walt Disney) Michael Giacchino

Who will win: Up
Spoiler: None
Who should win: Up
Who should have been nominated: Nel paese delle creature selvagge

Achievement in music written for motion pictures (Original song)

"Almost There" from "The Princess and the Frog" (Walt Disney) Music and Lyric by Randy Newman
"Down in New Orleans" from "The Princess and the Frog" (Walt Disney) Music and Lyric by Randy Newman
"Loin de Paname" from "Paris 36" (Sony Pictures Classics) Music by Reinhardt Wagner
Lyric by Frank Thomas
"Take It All" from "Nine" (The Weinstein Company) Music and Lyric by Maury Yeston
"The Weary Kind (Theme from Crazy Heart)" from "Crazy Heart" (Fox Searchlight) Music and Lyric by Ryan Bingham and T Bone Burnett

Who will win: Crazy Heart
Spoiler: None
Who should win: Crazy Heart
Who should have been nominated: An education

Achievement in visual effects

"Avatar" (20th Century Fox) Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham and Andrew R. Jones
"District 9" (Sony Pictures Releasing) Dan Kaufman, Peter Muyzers, Robert Habros and Matt Aitken
"Star Trek" (Paramount and Spyglass Entertainment) Roger Guyett, Russell Earl, Paul Kavanagh and Burt Dalton

Who will in: Avatar
Spolier: None
Who should win: Avatar
Who should have been nominated:None


Adapted screenplay

"District 9" (Sony Pictures Releasing) Written by Neill Blomkamp and Terri Tatchell
"An Education" (Sony Pictures Classics) Screenplay by Nick Hornby
"In the Loop" (IFC Films) Screenplay by Jesse Armstrong, Simon Blackwell, Armando Iannucci, Tony Roche
"Precious: Based on the Novel 'Push' by Sapphire" (Lionsgate) Screenplay by Geoffrey Fletcher
"Up in the Air" (Paramount in association with Cold Spring Pictures and DW Studios) Screenplay by Jason Reitman and Sheldon Turner

Who will win: Up in the air
Spoiler:Precious
Who should win:Up in the air/In the loop
Who should have been nominated: Fantastic Mr.Fox

Original screenplay

"The Hurt Locker" (Summit Entertainment) Written by Mark Boal
"Inglourious Basterds" (The Weinstein Company) Written by Quentin Tarantino
"The Messenger" (Oscilloscope Laboratories) Written by Alessandro Camon & Oren Moverman
"A Serious Man" (Focus Features) Written by Joel Coen & Ethan Coen
"Up" (Walt Disney) Screenplay by Bob Peterson, Pete Docter
Story by Pete Docter, Bob Peterson, Tom McCarthy

Who will win: The hurt locker
Spoiler: Inglorious Basterds
Who should win: Inglorious Basterds
Who should have been nominated: Two lovers

Achievement in sound editing

"Avatar" (20th Century Fox) Christopher Boyes and Gwendolyn Yates Whittle
"The Hurt Locker" (Summit Entertainment) Paul N.J. Ottosson
"Inglourious Basterds" (The Weinstein Company) Wylie Stateman
"Star Trek" (Paramount and Spyglass Entertainment) Mark Stoeckinger and Alan Rankin
"Up" (Walt Disney) Michael Silvers and Tom Myers

Who will win: Avatar
Spoiler: None
Who should win: Avatar
Who should have been nominated: District 9

Achievement in sound mixing

"Avatar" (20th Century Fox) Christopher Boyes, Gary Summers, Andy Nelson and Tony Johnson
"The Hurt Locker" (Summit Entertainment) Paul N.J. Ottosson and Ray Beckett
"Inglourious Basterds" (The Weinstein Company) Michael Minkler, Tony Lamberti and Mark Ulano
"Star Trek" (Paramount and Spyglass Entertainment) Anna Behlmer, Andy Nelson and Peter J. Devlin
"Transformers: Revenge of the Fallen" (DreamWorks and Paramount in association with Hasbro, Distributed by Paramount) Greg P. Russell, Gary Summers and Geoffrey Patterson

Who will win: Avatar
Spoiler.The hurt Locker
Who should win: The hurt Locker
Who should have been nominated: District 9

Best motion picture of the year

"Avatar" (20th Century Fox)
A Lightstorm Entertainment Production James Cameron and Jon Landau, Producers
"The Blind Side" (Warner Bros.)
An Alcon Entertainment Production Nominees to be determined
"District 9" (Sony Pictures Releasing)
A Block/Hanson Production Peter Jackson and Carolynne Cunningham, Producers
"An Education" (Sony Pictures Classics)
A Finola Dwyer/Wildgaze Films Production Finola Dwyer and Amanda Posey, Producers
"The Hurt Locker" (Summit Entertainment)
A Voltage Pictures Production Nominees to be determined
"Inglourious Basterds" (The Weinstein Company)
A Weinstein Company/Universal Pictures/A Band Apart/Zehnte Babelsberg Production Lawrence Bender, Producer
"Precious: Based on the Novel 'Push' by Sapphire" (Lionsgate)
A Lee Daniels Entertainment/Smokewood Entertainment Production Lee Daniels, Sarah Siegel-Magness and Gary Magness, Producers
"A Serious Man" (Focus Features)
A Working Title Films Production Joel Coen and Ethan Coen, Producers
"Up" (Walt Disney)
A Pixar Production Jonas Rivera, Producer
"Up in the Air" (Paramount in association with Cold Spring Pictures and DW Studios)
A Montecito Picture Company Production Daniel Dubiecki, Ivan Reitman and Jason Reitman, Producers