31/12/10

Top 100 Film of the Year 2010 - Position 10 - 6

Mary and Max
Voto: 8,5/10
Inedito in Italia

"Mary and Max" è un'emozione lunga un film. Sviluppata secondo un'alternanza volutamente squilibrata, la storia amicale e platonica dei due personaggi, l'uno affetto dalla sindrome di Asparger, l'altra cresciuta in un ambiente squilibrato, con il complesso del "brutto anatroccolo" che ne ha minato la forza, farà breccia nei vostri cuori. "Mary and Max" è una riflessione originale sulla diversità intesa come non conformazione, sul ruolo della scrittura (e l'eco che se ne può trarre), sulla sensibilità, sulla relazione, sulla felicità. Offre momenti in cui è impossibili rimanere lucidi e le figure di plastilina diventano più umane di un uomo reale.



Black Swan
Voto: 8.5/10
Inedito in Italia

"All about Eve" nelle mani di Aronofsky diventa un melò interiore, che prende la strada del thriller, dopo aver seguito l'imprinting piscologico e la labilità ad esso relativa, tipica del regista (e il tema del doppio non stona). Natalie Portman si cosparge di cipria, e dal suo corpo fuoriescono le piume del cigno nero. L'opera, diretta magistralmente, diventa un incubo accecante indefinito, e contempla un finale grandioso e di una bellezza estetica rara che esprime forza propria, frutto di un lavoro artistico totalizzante, accresciuto dall'ottima fotografia. Un Cigno Bianco non può essere un Cigno nero. Forse, perchè, gia lo è di suo.



Lourdes
Voto: 8,5/10
Uscita in Italia: 11 febbraio 2010


E' la glorificazione (è il caso di dirlo) della cinematografia francese, presenza massiccia della chart. "Lourdes" ha il merito di sospendere il senso e di aprire, verso la fine, degli interrogativi nuovi. Film ateo, senza mezzi termini, offre una dissertazione spigolosa , per nulla banalizzante, del fenomeno religioso, in particolare analizzando la componente miracolosa. Si apre con un piano sequenza di una bellezza devastante e trascina nel pellegrinaggio delle domande senza risposta. La bellezza metafisica del luogo è accresciuta da un uso elegante e minimale della macchina da presa, nelle "mani" di Jessica Hausner. E Sylvie Testud è in grado di parlare con lo sguardo.



Animal Kingdom
Voto: 8,5/10
Uscita in Italia: 30 ottobre 2010


"Animal kingdom" è una riabilitazione del "gangster-movie" su un livello nuovo, frutto di una nuova ottica. E' un film senza protagonista, ampaimente corale, capace di scegliere la strada più ardua dell'emotività viscerale piuttosto che elencare una serie di caratteri da clichè. E' un film che non usa la gerarchia come tecnica di avvicinamento dei personaggi allo spettatore, e lascia ogni attore (e ogni spettatore, appunto) come se si trovasse di fronte ad una sceneggiatura ignota. E' un film senza presentimenti, visto dall'ottica interna del giovane ragazzo protagonista. E' la tensione, la violenza, l'orrore che dominano in un mondo apparentemente normale. E la famiglia mafiosa non è quella de "Il padrino", ma quella morbosa, psicopatologica, dominata da Darwin, come il regno animale, e vicina, filosoficamente a Hobbes. Il puzzle è incompleto, e David Michôd porta l'Australia nel firmamento del cinema d'autore anti-hollywoodiano.


Winter's bone
Voto: 8,5/10
Inedito in Italia

"Winter's bone" è un film dell'orrore, che si maschera sotto la connotazione narrativa e la descrizione sociale dell'America vecchio stampo, rurale, sul modello di "Frozen River". In questo caso, la regista Debra Granik preferisce una violenza interiore, che è anche fisica in più punti e, nella foresta spoglia e buia, disseminata di zone grulle, di laghi semighiacciati e di alberi secolari, mette in scena un dramma-mistero che coinvolge una giovane ragazza, interpretata da una magnifica Jennifer Lawrence, in cui la disperazione e la solitudine si affiancano al coraggio, alla determinazione, al pericolo, ad un senso latente di morte. Un gran cast, con i lineamenti scalfiti, e una fotografia che riesce a ricostruire un mondo reale, che per bellezza e atmosfera sinistra, è una sorta di anti-paese delle meraviglie per un'Alice di fronte alla realtà e non al sogno.

Film "natalizi" da evitare - 31 Dicembre

Nine



Su SkyCinema1 alle 21,00

Il trailer ci aveva colpito. In negativo. "Nine" è il disastro annunciato, declamato, enfatizzato. Cosa non va in "Nine"? Paradossalmente i singoli elementi artistici, dal figurativo al sonoro, dal tecnico all'interpretativo, non sono niente male. Molto buona la direzione della fotografia, il sonoro non è scadente, costumi, scenografia ed un cast stellare. Il più osteggiato dai critici è stato Daniel Day-Lewis, la cui prova, in realtà, è discreta, senza lode ma anche senza infamia. Per il resto, Marion Cotillard condensa nel suo personaggio molte sfumature. Va detto che in questo film il cuore latita, la recitazione è teatrale e perfettamente monocorde, ma la Cotillard riesce, comunque, a fare del suo. E anche Fergie ha un ruolo che le calza.Penelope Cruz, Judi Dench e Nicole Kidman sono superprofessionali, senza vero charme e senza convinzione. Un Regista in crisi esistenziale e il rapporto con le sue donne non è, d'altronde, una tematica tanto hot. I sequel abbondano, i registi non li abbandonano quasi mai. Anche i Registi d'autore si sono convertiti al commerciale e sfornano un film all'anno. "Nine" parte col piede sbagliato perchè si ispira a Fellini, riproduce un'illusione non moderna, novecentesca. Ma soprattutto "Nine" continua a sbagliare durante il suo incedere. Ripetutamente. Un Musical può avere varie funzioni: soprattutto può essere in grado di collegare le storie, non di disgiungerle. I musical moderni integrano parti cantate a parti recitate. "Nine" ci prova ma il risultato è pessimo. Ogni cosa è artificiale, l'intemezzo risaputo, lo stile di Marshall ovvio. In più, ogni azione si riannode su sè stessa e finisce senza avere una conclusione vera e propria. Il film è visione e suono, senza essere gusto, piacere. E se Chicago è un prodotto buono, "Nine" è più vicino a "Memorie di una Geisha". Lo spettacolo cominci, sembra proferire già il trailer. Ma anche se fossimmo in teatro la nostra attenzione cadrebbe e ci perderemmo in un sonno caldo, lieto, salvo poi svegliarci al suono dell timbro da telefilm della doppiatrice della Cruz. E ci sembrerà di essere di fronte ad un film dell'orrore, con le mani sulla testa per la disperazione di aver gettato del tempo.

30/12/10

Top 100 Film of the Year 2010 - Positions 20 - 11

20a - In the Loop

Inauguriamo la top 20 con una commedia caustica che cita Kubrick e fa delle questioni di politica internazionale un semplice insieme di paturnie, paradossi, attitudini al no-sense degli stessi protagonisti. Iannucci dirige un calderone di situazioni affini alla tematica della guerra, che non lasciano mai le sale del potere e ne sottolinea una parvenza surreale che è al contempo cinica e divertente. Un gran cast corale, il talento di Peter Capaldi che spicca su tutti, e la migliore sceneggiatura dell'anno, firmata da più artisti, che sanno essere corrosivi. Ma il vero punto di riferimento è Iannucci, star indiscussa che manovra dall'interno un film perfetto.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

20b - Restrepo

La guerra, presenza indiretta e caustica nel mondo malato di "In the loop", diventa presenza visibile e tangibile, in prima linea, nel documentario di Sebastian Junger, giornalista di Vanity Fair e Tim Hetherington, fotogiornalista di fama. La guerra in Afghanistan, l'avamposto Restrepo, dal nome del commilitone morto, che viene richiamato alla memoria con grande partecipazione dagli altri soldati, la condizione delle truppe statunitensi nalla valle di Korangal e la guerra, vista in ottica tradizionale, ma anche nelle sue esperssioni più quotidiane (il cameratismo), sono i piatti forti. La vera novità sta nella grande disposizione di mezzi e nella possibilità di raccontare quel mondo in presa diretta, non tacendo la condizione psicologica labile dei soldati, ma non intervenendo con forza nella speculazione ideologica pro o contro il conflitto.


Voto: 8/10
Trasmesso in Italia su Sky

19 - Bright Star

Jane Campion ha partecipato a Cannes 2009 con la storia romanzata di John Keats. Il film è un'imperdibile miscela di "romanticismo" nella sua accezione più letteraria, con uno stile orginale, la volontà di colpire lo spettatore attraverso la genesi/stabilizzazione/morte del sentimento amoroso, come in un grande romanzo ottocentesco, ma con la visionarietà di un'esteta che riempie ogni angolazione/sequenza di poesia, arrivando a trasformare la stessa idea di film di costume, con una ricostruzione che Kubrick avrebbe adorato. Il cast volteggia nel silenzio delle percezioni con slancio e bravura. Ben Whishaw è il dandy, o meglio l'artista bohemien ma con la poetica romantica nel sangue, Abbie Cornish è la gemma del film, per l'interpretazione migliore del 2009.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 11 giugno 2010

18 - Bellamy

Chabrol ci saluta con "Bellamy", il suo ultimo film  del 2009 e lascia una dedica che è più di molte parole, in calce alle sequenze inziali della pellicola, "In ricordo dei due Georges", con riferimento a Simenon, il grande scrittore e a Brassens, il grande cantautore, uniti da una linea sottile di rimandi che arrivano a "Bellamy", appunto, e quindi a Chabrol. Il film è un'imperdibile thriller psicologico, che riesce, in un finale inatteso, a sconvolgere per forza e tensione ansiogena. E' un film animato da una curiosità innata, quella del protagonista, Gerard Depardieu, in una terra-paesaggio metafora, in un mondo da analizzare che è più complesso di quanto si pensi, e con la verità che sfugge di mano ed è meno importante dell'indagine stessa.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 25 Agosto 2010

17 - Boy

Un piccolo film adulto, ma anche un film bambino, dedicato all'infanzia, sua indagine, suo saggio. Viene dalla Nuova Zelanda e ha conquistato per la scrittura dei tre personaggi principi, un padre e due figli, e soprattutto per la capacità di affrontare in modo esaustivo concetti chiave quali l'importanza degli adulti nella crescita, la mitizzazione, con un'analisi che è anche sociale e storica oltre che individuale. Un must il rifacimento di "Thriller" di Michael Jackson, al massimo della fama negli anni '80, ma l'intero film, della durata esigua, di 90 minuti, non ha mai una caduta di tono o di ritmo e insegna ai grandi più di quanto possa far comprendere ai bambini. Espressione di un cinema che, con pochi mezzi, ha molte idee originali che riescono a disintegrare le pellicole occidentali in termini di piacevolezza e riuscita. Dirige Taika Waititi.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

16 - Il compleanno

Il film italiano dell'anno è svelato. Si chiama "Il compleanno", diretto dal giovane Marco Filiberti, alla seconda prova. E' una pellicola imperfetta, per certi versi eccessiva, per altri plastica e plastificata (grazie al modello Christo Jivkov), per altri versi non teme di sfiorare il ridicolo, anzi di sublimarlo in una sceneggiatura strana, estremamente drammatica, impostata sulla rielaborazione del tema wagneriano, posto all'inzio del film e alla conclusione. Ma è anche un film profondo, complesso, diretto con attenzione certosina, internazionale (molto più di "Io sono l'amore"), che non ha paura di osare e riflette, in modo ambiguo e sfumato, sulla complessità della passione amorosa, in modo da definire singole storie che vengono travolte da un'attrazione sopita. L'elemento omosessuale è un'allusione bypassata, un fermo-immagine, poi una ricerca, poi un'accettazione. Il personaggio centrale, interpretato da un bravissimo Massimo Poggio, riesce ad esprimere una certa gradualità nel percorso, mentre si intesse attorno a lui un melodramma a più voci, che è insieme accattivante e crudele. Maria de Medeiros, Alessandro Gassman, Michela Cescon ricoprono ruoli diversi, accomunati da una "crisi di nervi" latente, che si manifesta nel personaggio a sè stante di Piera degli Esposti, che è un pò il simbolo della tematica del film, inerenti i sentimenti, anche negativi, percepiti dall'animo umano. Filiberti si mostra coraggioso e usa il melodramma di Visconti per affascinare.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 28 maggio 2010

15 - Carlos

E finalmente arriva l'epopea (televisiva e, in versione ridotta, cinematografica) di Carlos, il terrorista che ha infiammato la vita europea e non solo nel periodo dela guerra fredda, interpretato da un divino Edgar Ramirez, che si veste da Marlon Brando con la ribellione di James Dean. Il film di Assayas è un'analisi, un racconto, definito con precisione biografica, ma anche un archetipo, con la sottolineatura delle ambiguità del personaggio. "Carlos" è il Mesrine di Cassell, ma, a differenza di questi, la sua è una reazione reale ad un mondo indigesto, che pian piano, si tramuta in ambizione più grande della sua stessa figura.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

14 -Uomini di Dio ("Des hommes et des dieux")

Premiato quest'anno a Cannes, "Uomini di Dio" è un film silente, piccolo, comunitario, elitario. Non diventa mai una condanna, nè un panegirico per i missionari falcidiati. E' un film d'opinione, nel senso che propone il modello socratico di "scelta" come elemento principe. E' la ricerca del bene, l'affermazione della propria idea di bene che vince, senza implicazioni politiche, senza condannare un gruppo religioso o esaltarne un altro. E' un film, diretto da Xavier Beauvois, emozionante, minuto nel suo scendere nei particolari della vita quotidiana, ma di una rara forza verso un finale che raggela con l'ultima sequenza in mezzo alla neve e piccole didascalie, su fondo scuro, che accennano al dramma. Il simbolo diventa un elemento espressivo, e la fratellanza, anche con le popolazioni locali, un atto d'amore. Ottimo il cast. Film convincente.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 22 ottobre 2010

13 - About Elly ("Darbareye Elly")

Il film iraniano che non ti aspetti. Dirige Asghar Farhadi, che cita Antonioni nel concept e ambienta nei pressi del mare una storia senza soluzioni apparenti, di svelamento della realtà, ma anche di continuo scontrasto verità-menzogna in una società che pare occidentalizzata, ma in cui si pongono le metafore, evidenti, della situazione politica di un paese. "About Elly" è un film che potrebbe essere definito introspettivo, in cui il carattere implicito (quello dell'illusione) è il vero elemento principe. Il rapporto falsità/verità è il vero fulcro dell'indagine, ed è un'equazione mai fissa, ma in progresso continuo. E' anche un film sul mistero, sull'impenetrabilità, sulla parte mancante da completare da soli.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 18 giugno 2010

12 - Exit Through the Gift Shop

Banksy, la maschera, l'apparenza, l'espressione, la libertà, l'ottica, la finzione, l'impossibilità di attingere al vero, la duplicità, il viral, la polemica e la rivolta al sistema, ma anche una storia-canovaccio che forse non è una storia. Diretto da Banksy stesso, che se vincesse l'Oscar manderebbe uno dei suoi ratti a ritirarlo. Altro da dire? NO.


Voto: 8/10
Inedito in Italia

11a - Gli amori folli ("Les herbes folles")


Un altro genio del cinema francese, lontano in parte dalla Nouvelle Vague, più vicino ad un cinema surreale, animato da una carica emozionale ridotta al minimo dalla geometria della narrazione. Le forzature sono le migliori trovate per una sceneggiatura, nell'ottica di Resnais, che rifugge dall'ovvietà e intesse le reti di un mondo senza senso, che trova la sua unica consapevolezza nell'amore, per quanto folle sia. Le corrispondenze si legano ad un evento fortuito e il gioco è fatto. Resnais dimostra di riuscire a dire qualcosa, tutto, alla sua tarda età. Con una regia che emoziona per trovate e una storia che è la ciliegina delle nostre torte, senza zucchero, ma con tanta salsa di fragole.


Voto: 8/10
Uscita in italia: 30 aprile 2010

11b - The Town

Affleck sfiora la top ten con un film vecchio stampo, che è una boccata d'ossigeno per il cinema blockbuster-ultratecnologico dei nostri giorni. "The town" è una storia che vanta una sceneggiatura solida, una regia compatta, e delle interpretazioni ottime. E' un film che unisce una forte carica commerciale (è stato un successo indiscusso, considerato anche il budget) con un taglio autoriale asciutto, vicino ai grandi narratori alla Eastwood. Affleck si conferma un cineasta degno di apprezzamento e riesce a mettere su un set in cui la complicità pare l'elemento primario. Rebecca Hall si lancia e spicca, Blake Lively mostra capacità inedite con un'interpretazione drammatica per nulla forzata, Jeremy Reener si conferma un attore da seguire, mentre Jon Hamm è il solito, bravissimo, Jon Hamm. Affleck preferisce dirigere dall'interno.


Voto: 8/10
Uscita in Italia: 8 ottobre 2010

29/12/10

Top 100 Film of the Year 2010 - Positions 30 - 21

30 - Fish Tank

La regista è da tenere d'occhio. Si chiama Andrea Arnold ed è una potenziale Ken Loach al femminile, con tanto di descrizione psicologica coerente, senza essere forzata. "Fish Tank" è un film duro, una sorta di corrispettivo meno mostruoso del film di Lee Daniels. A differenza di "Precious", però, indaga con spessore nella società inglese senza essere una caricatura abominevole o affine al melò. L'asciuttezza e la problematicità aumentano, anche grazie ad un ottimo duetto tra la protagonista Katie Jarvis e l'ottimo Michael Fassbender.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 23 Luglio 2010


29a - Greenberg

Osteggiato da un numero congruo di critici, amato da altri, snobbato da un pubblico che non c'è, il film della rinascita/trasformazione di Ben Stiller è quanto di meglio si possa attendere dal cinema indipendente americano e riesce ad essere abbastanza cinico per colpire nel segno senza perdere la sua essenza o meglio quella del regista, un bravo Noah Baumbach, che prosegue il suo viaggio nella tagliente cerchia famigliare/amicale, con forza di poco inferiore al suo film più riuscito, "Il calamaro e la balena". "Greenberg" lancia Greta Gerwig e fa intendere che in Ben Stiller non c'è solo del comico, anzi l'altra faccia dell'attore è molto più riuscita e sfumata.


Voto: 8/10
Inedito in Italia

29b - Please Give

Altro film che viene direttamente dagli Stati Uniti, indipendente, con alla regia la televisiva Nicole Holofcener. Un altro piccolo saggio meticoloso, curato, ben recitato, corale di un'America invisibile, che vive nella propria intimità problematica e nella sua originalità famigliare, di vicinato.
I personaggi non sono monodimensionali, il tocco comedy non manca, il cast è omogeneo. La coppia Rebecca Hall-Amanda Peet funziona alla perfezione. E non chiediamo altro, applaudiamo con vigore.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 1 Dicembre 2010 (Homevideo)


28 -Affetti e dispetti ("The maid- la nana")

Un film bizzarro, come la protagonista, una tata da tempo inglobata nella famiglia, che subisce un graduale crollo nervoso, quando si vede destabilizzata nelle sue mansioni da altre aiutanti. Il ritratto di Raquel è un piccolo dipinto in movimento che echeggia classici dell'arte rurale, compassato, a cui, il regista talentuoso Sebastián Silva, unisce la componente dissacratrice e alcune gag per una risata ed un fondo di disperazione e di riflessione. Splendida è la recitazione di Catalina Saavedra, e altrettanto notevole l'impiento narrativo, lineare ma non banale.


Voto: 8/10
Uscita in Italia: 25 giugno 2010

27 - Non è ancora domani - La pivellina

E' un piccolo film. Intenso. Una pellicola, coprodotta da Italia e Austria, che sembra venuta fuori da un cilindro magico, magari quello di un circo, nella Roma periferica, in un accampamento-casa. "La pivellina" è un film che sembra un documentario, povero di mezzi, stilisticamente più complesso di quanto sembri, dolce, ma anche non in linea con il pregiudizio sociale, un film in cui la genitorialità diventa un'occasione di vita. E il finale, con la bambina nelle braccia della donna dai capelli rosso fuoco, ci sembra rassicurante. Così come il circo ci da un'immagine diversa, lontana dalla crudeltà de "La strada" di Fellini e affine ad un mondo a parte, non integrato, ma al contempo felice, forse di più. Opera delicata del duo Tizza Covi e Rainer Frimmel.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 14 maggio 2010

26 - Les Amours Imaginaires

Altro giro, altra scoperta, o meglio conferma. Torna Xavier Dolan, classe 1988, e mette in scena un triangolo amoroso affascinante, ma al contempo distante, come se fosse un'evoluzione moderna del "Jules e Jim" di Truffaut, depurato da componenti sovrastrutturali e ricondotto ad una situazione visivamente insieme complessa e accattivante, in cui le mescolanze artistiche sono il punto di partenza e l'estetismo quello di arrivo. Dolan, artista policentrico, è un genietto folle da tenere d'occhio e il suo film, pur partendo da un soggetto complesso e non troppo originale, trova una propria collocazione nella misura. Scopritelo, vi piacerà.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

25 - Il rifugio ("Le Refuge")

La Francia è prepotentemente presente nella chart. Fa capolino Ozon con "Il rifugio", penultima opera di una carriera mutevole e ben riuscita. "Il rifugio" è un film in bilico, magari minore e non troppo originale, ma dotato di una carica umana che non ha molti riscontri nel cinema francese. Il tutto grazie ai due interpreti, Isabelle Carré e Louis-Ronan Choisy, che riescono a dar vita ad un duetto emotivamente forte e non banale. Ozon si conferma grande lettore e affina una storia melodrammatica in un rigorso sguardo, vincolato ad un "rifugio".

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 27 agosto 2010

24 - La bocca del lupo

E' emozionante far riferimento ad un documentario come "La bocca del lupo". Per varie ragioni. In primo luogo perchè è un'opera artistica che crea piuttosto di montare, che diventa poesia piuttosto che narrazione, che descrive una realtà oggi non più esistente (la protagonista è venuta a mancare dopo la realizzazione del film) e anche un'ottica pulita, su una tematica spinosa, riassorbita con lucidità, nella sua naturalezza. E' un film discreto, che non forza lo spettatore, ma riesce a far breccia con la sua visione antichizzata e naturalistica di Genova e con il suo incedere calmo, la sua narrazione timida, fino ad un finale-intervista piuttosto esaustivo. La storia di Vincenzo Motta e Mary Monaco diventa una piccola grande storia, profonda e intima. Dirige Pietro Marcello, e va dato atto che la realizzazione del film è stata possibile attraverso l'intervento dei Gesuiti.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 19 febbraio 2010

23 - Rabbit Hole

Il film di Nicole Kidman scala la classifica e consente a John Cameron Mitchell di rilanciare una carriera in modo più omogeneo. "Rabbit hole" è un film elaborativo, di interpretazioni, di silenzi, di incomprensioni, con un ottimo cast, che vede schierati Aaron Eckart, Sandra Oh, Dianne West, oltre alla spendida Nicole, mai in forma come ora, nell'impresa di mettere in scena, con lucidità, il lutto di un figlio. La costruzione scenica e la rigidità interpretativa sono funzionali ad esprimere, in modo indiretto, un dolore che penetra nelle pareti delle case. E il finale ci è sembrato una sorta di chiusa, necessaria alla vita che continua. Toccante, non a livello immediato, ma nel profondo.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

22 - Porco Rosso

E' del 1992, ma in Italia è uscito solo quest'anno. Miyazaki valica i confini, integra la narrazione con la storia e arriva a sorvolare l'Italia, in piena epoca fascista. "Porco Rosso" è un film attento, meticoloso, privo della spinta idealista e legata ad una sfera surnaturale dell'ultima fase, ed è un film più concreto, adulto, lontano sia Totoro che dall'estetismo immaginifico che ha avuto ne "La città incantata" la sua vetta assoluta. Il motto "Preferisco essere un maiale, che diventare fascista" dovrebbe girare nella testa dei nostri politicanti di bassa lega. E l'aeronautica dovrebbe ringraziare per lo spot.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 12 novembre 2010

21 - La prima cosa bella









Voto: 8/10
Uscita in Italia: 15 gennaio 2010

Non arriva in top-20 ed è un mio rammarico, perchè "La prima cosa bella" è un film sincero, intenso, espressione viva della capacità del regista Virzì di incanalare la sua poetica in un ritratto che risente di una sorta di autobiografismo e che permette di leggere la società italiana molto meglio di altri film ad indicazione pedagogica con taglio drammatico. "La prima cosa bella" è un omaggio all'Italia, una riflessione sulla famiglia, una storia poetica che fa perno su interpreti bravissimi (la Ramazzotti è la perla, visto che regge la prima parte del film completamente da sola) e anche un amarcord toccante, con una Sandrelli perfetta e l'asse Mastandrea-Pandolfi non da meno. "La prima cosa bella" non è il miglior film italiano dell'anno, ma solo perchè Virzì non osa, ma si limita a narrare in una pellicola che è un pò la sintesi cinematografica delle sue passate esperienze.

Film natalizi da vedere - 29 Dicembre

 Come d'Incanto (Enchanted)








Su Rai3 alle 21,10

Amy Adams nel cast nei panni di una principessa molto più vicina a "Pretty Woman" che alle favole a cui si ispira, balletti trash da ammirare in tutta la loro fastosa realizzazione e nella complessità cromatica, inserti animati, Susan Sarandon fa la strega e il ruolo le si addice, vi troverete a canticchiare le canzoncine e le vostre bimbe si innamoreranno, ma anche i vostri bimbi rideranno da folli. Un appunto: c'è Patrick Dempsey nel cast, insieme a James Marsden, e si dividono la scena su chi recita peggio. Un cult del genere musical che sembra uscito da teatro e improvvisato per starda, magari duranti una parata gay, data l'atmosfera camp.

Top 100 Film of the Year 2010 - Positions 40 - 31

40 - La Danse: Le Ballet de l'Opéra de Paris

Wiseman dirige la danza. E ne viene fuori un mondo interiore esteriorizzato in movimenti, passi, allenamenti, esibizioni. Questo è quanto, questo è tutto. Niente narrazione apparente, solo costruzione mentale prima che artistica.





Voto: 7.5/10
Inedito in Italia

39 - Il concerto ( "Le concert")

Mihaileanu alla prova del nove. Ancora storia, ma non il nazismo di "Train de vie", ma il comunismo nell'orbita sovietica. Il tono cambia e si preferisce un film ibrido, che passa continuamente tra dramma e commedia, senza mai diventare nessuna delle due. Questa continua ambivalenza segue un andamento musicale e il concerto è una "farsa drammatica" che culmina in un finale emozionante, di pacificazione.



Voto: 7.5/10
Uscita: 5 febbraio 2010

38 - Oltre le Regole - The messenger

Un film che colpisce al cuore, come scrissi. E che, ad una seconda visione, ho rivalutato anche per certe scelte di sceneggiatura (non tutte). Due interpretazioni mozzafiato, con Ben Foster bravo quanto Harrelson, e un senso di dramma viscerale che esplode in più punti fanno di "The messenger" un'opera compatta, imperfetta, ma non per questo poco rilevante. Oren Moverman riesce ad evitare il qualunquismo politico e la facile ideologia, e si rifugia nello sguardo impietrito del dolore.

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 16 aprile 2010

37 - L'uomo che verrà

Questo film è un omaggio e una denuncia. Ma è anche un film profondamente sincero, più vicino ad Olmi che alla narratività da fiction che ha impregnato la materia negli ultimi anni. Diritti mette su un luogo reale, una storia reale, e la analizza sotto il profilo individuale, della singola comunità, attraverso gli occhi di una bambina. Il film, che cita "Il labirinto del fauno", è un atto d'accusa contro la guerra, in riferimento al caso specifico di Monte Sole, ma è anche un pertinente sguardo storico a tutto tondo, in cui l'immedesimazione richiede, come ne "Il vento fa il suo giro", l'uso del dialetto. Infine, grazie anche alla brillante prova di Greta Zuccheri Montanari, "L'uomo che verrà" è un'accorata riflessione sull'infanzia rubata. E le ultime sequenze sono raggelanti.

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 22 gennaio 2010

36 - Il segreto dei suoi occhi

Alla fine, anche Campanella con il suo Oscar fa capolino nella chart. "Il segreto dei suoi occhi" è un film di rara bellezza estetica, molto ingegnoso nell'assetto narrativo, ma anche perfettamente allineato agli standard sudamericani dei nostri giorni. E' un'opera trascinante, per certi versi anche disturbante, che riesce ad unire componente storiografica (un salto nel passato dell'Argentina di 25 anni fa) a singolo caso, a sua volta, tramite flashbacks reiterati, in grado di dipanare una matassa di personaggi perfettamente delineati. E' una pellicola emozionante ed impetuosa, ma allo stesso tempo rallentata, per tenere in tensione lo spettatore fino alla conclusione.

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 4 giugno 2010

35 - Fantastic Mr. Fox

Wes Anderson ambienta i "Tenenbaum" nel mondo animato delle volpi di Roald Hahl, estromette un pizzico di crudeltà, senza perdere il tratto cinico nella definizione della famiglia e della società e delinea piccoli personaggi animati da diversi intenti e con le sottigliezze/sfumature psicologiche degli umani. Rielabora la sua poetica filmica (inconfondibile anche in un mondo completamente diverso), e segue Henry Selick nella stop-motion, non perdendo nemmeno la sua profonda estrosità visiva. Un cast originale eccezionale, integrato ai personaggi e una realizzazione tecnica perfetta al limite del lavoro artigianale.

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 16 aprile 2010

34 - Toy story 3


"Toy story 3" è la degna conclusione di un grande progetto, cominciato un decennio fa. E' un'opera affascinante per quanto riguarda la costruzione scenica e visiva (con tanto di citazione a Miyazaki, che è un omaggio sincero) e rappresenta una conclusione poetica della trilogia, sulla scia delle prime sequenze di "Up", ormai molto in voga alla Disney (e alla Pixar), a quanto pare. Il giudizio, assolutamente positivo, è stato un pò frenato da una seconda visione del film dopo la quale, pur apprezzando in tutto la geniale e commovente definizione dei personaggi, soprattutto in relazione ad un finale che non fa ricorso ad una possibile (e facile) continuità, ho cominciato a scorgere caratteristiche (come il flashback sulla storia di Lotso) non troppo convincenti. Anche i nuovi "toy", tra cui Ken e Barbie, pur essendo travolgenti, hanno smantellato l'assetto iniziale (un prodotto più marcatamente infantile) e tendono ad esprimere questa salita verso l'alto cominciata con Lasseter, che ha tantissimi pregi, ma, per un verso, svilisce la componente dell'animazione intesa come fruibilità immediata a destinazione (soprattutto) infantile.

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 7 luglio 2010

33 - Machete

Che l'exploitation avesse bisogno di una rivalutazione, lo credevo da tempo. Che la rivalutazione fosse appannaggio di Rodriguez, era chiaro, in parte, da "Planet Terror". Ma la vera sorpresa sta altrove. Nel fatto che "Machete" non è un semplice divertissment da ventunesimo secolo, è anche un film che vanta trovate di sceneggiature geniali e che è un vero sollazzo anche per i non cultori. La pellicola usa ottime caratterizzazioni, e rende credibili attori non necessariamente capaci, ma perfetti per ruoli del genere, che uniscono carica surreale a componente underground. Un film-cult, per definzione, genesi, caratteristiche con tanto di weirdo-scene a go-go in un mare di sangue di pomodoro.

Voto: 7,5/10
Inedito in Italia

32 - Urlo - Howl

Opera omnia su Allen Ginsberg, capace di unire biografia parziale a momento clou della vita/carriera (il processo per oscenità riguardo il poema "Urlo"). James Franco si esprime attraverso la modalità-intervista, ma anche l'elemento processuale ha una sua valenza, con due grandi interpreti chiamati alla difesa e accusa, Jon Hamm e David Strathairn. Splendida resa fotografica e grande accuratezza nell'inserire una componente visionaria in grado di collegare i diversi momenti pregnanti del poema, con enfasi e forza poetica. Diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, il film diventa l'opera  lgbt militante dell'anno.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 27 agosto 2010

31 - Four lions

Un film folle, caustico, cattivo, che fa ridere dove si dovrebbe piangere, che si prende in giro, ma con un retrogusto tutt'altro che banale nella definizione del terrorismo. Chris Morris va a Londra e mette insieme una squadra di "terroristi per caso"e li inquadra nelle loro amenità, nelle loro idiozie, senza dimenticare di dissacrare proprio tutto. Mette su una commedia alla Iannucci, dal tocco british, che è black a tutto tondo e arriva ad inquietare in più punti. Tagliente e cattiva, fino alla fine. E quando vai a pensare che è tutta una boutade, il finale ti spiazza.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

Film natalizi da vedere (per la prima volta assoluta in Italia) - 29 Dicembre

Miss Pettigrew Lives for a Day

Un giorno di gloria per Miss Pettigrew



Rai2 alle 15,40
Miss Pettigrew, Guinevere Pettigrew. Da una novella di Winifred Watson. Il regista è Bharat Nalluri, un televisivo più che cineasta. Poteva essere un disastro. Invece è una screwball di buona fattura. Le sue caratteristiche? La leggerezza dei toni, la freschezza della storia, la velocità di azione. I primi 30 minuti folgorano...La loro essenza si basa sul ritmo. La scansione del tempo è affidata a continue coordinate dialogiche che si affiancano a momenti esilaranti. Nulla di trascendentale, ma un omaggio decisamente riuscito all'Hollywood degli anni '30. Si aggiungano, però, delle moderne incursioni su tematiche come la sessualità e la nudità, non tanto evidenti in quella fase. Ciò che fa bene al film è di certo il suo essere omaggio, ma soprattutto il suo svincolarsi dal passato cinemnatografico per cercare un contatto con la modernità. Da un punto di vista severo, il film è una storia di e per donne. Si tratta di una categorazione vera in parte. Ma la grande capacità di Frances McDonald e la sfaccettatura complessa del carattere letterario danno uno spessore a Miss Pettigrew insolito, una connotazione malinconica, una solitudine triste che appartengono a tutti. A fare da controcanto Amy Adams che riveste i panni della Katherine Hepburn di un tempo, ma più mordace, esilarante: La carta della macchietta in un film del genere è scontata, ma la Adams è squisita anche in tale contesto. Il film, inoltre, accenna alla Seconda Guerra Mondiale e l'eco, seppur ovattato, si sente. Da una parte la Bella Epoque (termine usato per la Prima guerra Mondiale ma adattabile in senso lato anche a questo contesto), dall'altra un mondo che combatte in primo luogo contro sè stesso.

28/12/10

Top 100 Film of the Year 2010 - Positions 50 - 41

50 - Il padre dei miei figli ("Le père de mes Enfants")

Mia Hansen-Løve non è l'unica regista della chart. Ne troverete molte. "Il padre dei miei figli" è un film potente che riflette sull'arte e delinea, attraverso un percorso diviso letteralmente in due parti, la vita di una famiglia precedente e successiva al suicidio del padre, produttore di successo. Il film si ispira alla sorta, vera e drammatica, di Humbert Balsan e offre una visione bipartica divisa tra momenti felici e tristezza incolmabile. Ma, oltre alla dimensione famigliare, pregnante anche nella seconda fase nel cercare di continuare l'attività artistica del mariro/padre, c'è un disvelamento delle fasi artistiche di creazione di un film, con riferimenti alle riprese, alle singole componenti necessarie, ai finanziamenti, alle case di distribuzioni, alle percentuali di guadagni. Riscopritelo, vi piacerà. Senza esagerare. Nel cast, Chiara Caselli.


Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 11 giugno 2010


49 - Joan Rivers: A Piece of Work

Conoscete Joan Rivers? Nel caso non la conosciate, cominciate da questo documentario-cult che è una sorta di celebrazione/specchio sulla sua figura, ma anche una riflessione sul ruolo dell'artista a tutto tondo, con le sue salite e le sue discese, i suoi dolori di persona, la sua vita reale. Si scruta in modo diretto, giacchè la Rivers, oltre ad essere brillante sul palco, lo è anche nella vita di tutti i giorni e non è abituata a tacere la sua opinione. Verso la fine, prima di una celebrazione-omaggio, enuncerà il suo reale livello di apprezzamento per i comici della serata, liquidando Ben Stiller con un sottile "lucky", "fortunato".  La sua storia viene raccontata con cura, senza essere didascalica, e più che il regista è la stessa Rivers che detta, da ottima comica, i tempi delle riprese.

Voto: 7,5/10
Inedito in Italia


48 -La nostra Vita

Bravo il nostro Elio Germano, riuscito a riportare la Palma per il Migliore Attore a Cannes. Ma il bravo interprete, non aiuta, spesso, il film, soprattutto nell'Italia cinematografica. Perciò ci vuole un regista a tutto tondo come Daniele Luchetti per fare il miracolo e riuscire a rappresentare, in modo realistico e intenso, una faccia del mondo popolana, legata alla tradizione neorealista, ma in un contesto artistico e sociale, ben diverso. Luchetti si affida ai comprimari ed eccelle nella scelta di Isabella Ragonese, partner perfetta di Germano. Mette su un dramma famigliare intenso, vivo e viscerale e vince la scommessa più difficile: riuscire a tenersi a galla dopo "Mio fratello è figlio unico".

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 21 maggio 2010


47 - American life ("Away we go")

Mendes ritorna e sfuma. Sento parlare spesso di ottimismo a proposito del film. Io ci vedo un acceso individualismo come fuga da un mondo impazzito. E così la coppia formata da Maya Rudolph e John Krasinski viaggio nelle varie tappe di un'America in disfacimento e comprende che l'unica strada è la propria forza di famiglia e il radicamento lontano da una società cinica e malata. Il concetto di famiglia, appunto, viene destituito di fondamento, quando appaiono personaggi come quello interpretato da Maggie Gyllenhall, follemente legati a qualche corrente pseudo-filosofica o religiosa. Mendes gira un piccolo film e fa bene.

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 17 dicembre 2010


46 - Scott Pilgrim vs. The World

Altra genialata (che fa rima con malata) di Edgar Wright alle prese con un blockbuster medio che unisce costruzione visiva dirompente e storia "folle". Secondo film "indie" per Michael Cera della stagione, con un cast di giovani promesse, allusivo e stralunato. Si tratta di un videogame di alta qualità, con in più uno humor difficile da identificare. Bello, bello, insomma. Malato, malato, si aggiunga.



Voto: 7,5/10
Uscita In Italia: 19 novembre 2010

45 - Tra le Nuvole ("Up in the air")

Jason Reitman vince l'ennesima sfida e migliora le prestazioni dei suoi due film precedenti con un'opera più articolata sotto un profilo tematico e anche più matura nell'esposizione. La crisi economica riverbera e ed emerge un ritratto di ritrovata umanità per un "faccendiere" cinico interpretato da George Clooney. Il film è profondo, e le due comprimarie non sono da meno del Clooney (inter)nazionale. La Farmiga eccelle per carica seduttiva, la Kendrick non è solo la studentessa perfetta, ma il suo character ha un significato morale non indifferente. Splenidi i titoli di testa, come al solito.


Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 22 gennaio 2010

44 - Buried - Sepolto

"Buried" è in primo luogo una scommessa vinta. Girare un film di 90 minuti completamente in unico luogo (la tomba in cui il personaggio è sepolto) è realmente una scelta coraggiosa, per il regista, Rodrigo Cortes, e per lo stesso attore protagonista, un Ryan Reynolds inedito, che accetta di diventare uno spettro, un volto illuminato solo da luce fioca. Ma la vera grandezza di "Buried" sta nel finale spiazzante (non imprevedibile, ma comunque emotivamente forte) e nella fotografia, che riesce ad avere una funzione dirompente nell'assetto scenico e a creare contrasti cromatici realistici e diversificati, di rara bellezza. Hitchcock si rallegrerebbe nella tomba. E' il caso di dirlo.

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 15 ottobre 2010

43 - Somewhere

Sofia Coppola è un pò l'incognita della nuova generazione cinematografica. Almeno per le due fazioni, di volta in volta, diverse, di chi la difende a spada tratta, e chi la critica con continuità certosina. Credo che "Somewhere" sia un film ben lontano dalla perfezione, in cui, d'altronde, il numero dei difetti è del tutto superato dai pregi. L'autobiografia c'è, ma non credo sia dominante. La critica è presente, soprattutto verso il mondo caciarone della televisione italiana, ma non è  pressante. Piuttosto "Somewhere", fin dal titolo, è un film che propone un ritratto individuale di una star, alle prese con il dualismo-viaggio che intercorre tra la sua immagine esteriore e quello che è realmente. Stephen Dorff è bravo, bravissimo. Il percorso è un giro a vuoto verso una direzione (come al solito indefinita) da prendere, costeggiato da momenti sterili di routine e piccoli attimi di gioia paterna. La molla del film sta, infatti, nell'arrivo di Elle Fanning, interprete della figlia della star, che illumina lo spettatore e riesce, con piccole espressioni, ad essere il vero centro dell'attenzione. La Fanning opera di sottrazione e vince una sfida difficile. Che "Somewhere" sia il solito film-copia della Coppola, non è del tutto vero. Per quanto aperto, considero il finale, infatti, come un'indicazione meno indefinita del solito.


Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 3 settembre 2010

42 - 9

Che bello è "9"! Dirige Shane Acker, produce Tim Burton. Non un film per bambini, ma un esempio di animazione adulta che è anche, come scrissi, "una poesia della disperazione, della distruzione, della morte". Visivamente bellissimo, curato nel dettaglio con passione, è anche un film dal profondo impatto distopico, con una rappresentazione del mondo che mette angoscia, ma con un barlume di speranza. Gioiello, e i piccoli esserini marchiati con numero, sono irresistibili nella loro originalità. Niente bambole, solo rattoppi, niente gioia e melensaggini, solo un mondo sull'orlo della distruzione.


Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 22 settembre 2010


41 -Cyrus

I Duplass sguazzano alla regia con un soggetto tanto particolare quanto furbo. E riescono a tacere l'elemento indie e ad accrescere la portata commerciale, grazie ad un casting perfetto. Il film, una sorta di "Complesso di Edipo" in salsa agrodolce, vince proprio grazie alle interpretazioni. C'è Marisa Tomei, e, sul lato femminile, non dimentichiamo il personaggio di Catherine Keener, ma è l'asse John C. Reilly-Jonah Hill a convincere del tutto, l'uno con la sua attitudine controversa, l'altro per la grande dose di sfumature che riesce a dare al suo character. Prova riuscita.

Voto: 7,5/10
Uscita in Italia: 10 dicembre 2010