25/12/10

Film natalizi da vedere (e rivedere)- Prima Tv su Rai2 di Ratatouille




Stasera su Rai2 alle 21,05

Prima Tv Pixar

Facile e semplicistico definire Ratatouille con metafore culinarie…E’ una formaggiera su cui si adagia sommessamente ogni varietà di frormage :taleggio, fontina dolce, l’emmental d’oltralpe con i famosi buchi, il camembert francese dall’aspetto ammuffito, il tofu di soia dal sapore delicato, toma di capra di montagna. Miscela esplosiva di ricette tramandate nel tempo, annotate con dovizia, riproposte con varianti ed una buona dose di inventiva. Ratatouille è tradizionale e semplice come la ricetta a base di verdure stufate, originaria di Nizza, a cui deve il titolo, il quale, a sua volta, pare essere la combinazione semantica di “ratti” e “intrugli”, in evidente e sotteso legame analogico con il protagonista, il topo bluastro Remy, provetto cuoco, grande appassionato di novelle cousine, in grado di muovere le redini (e i relativi movimenti con un meccanismo da burattinaio) di un imbranato, goffo e sonnacchioso ragazzo di borgata, nella cucina del leggendario chef francese Gusteau.In Remy si coglie una psicologia antropomorfa animistica, che tende al raffigurare, secondo il tipico tratto disneyano, il principio attivo della personalità in un essere appartenente al mondo naturale e gerarchicamente succube all’uomo. Si parte dal democratico punto di vista (“Chiunque può cucinare”) e si giunge alla fantastica asserzione che un topo possa avere un’attitudine culinaria. Remy è un topo particolare, d’altronde. In lui domina una profonda coscienza morale ( il comandamento “non rubare” è base del suo credo, che prevede una devozione assoluta all’arte dell’amalgamare i sapori di diverse pietanze con differenti visioni psichedeliche che scaturiscono dal contatto di ingrediente con ingrediente), una profonda emotività umana ( solidarizza con una manifestazione del suo pensiero, l’allucinazione di Gusteau, spirito guida a cui affidarsi), una comicità involontaria, fatta di piccole movenze cinetiche, mimetica, splendidamente silenziosa ( che ricorda Chaplin e il cinema muto). In una Parigi, tra il trasognato e il faceto, Remy spicca il volo,con una commistione di realtà e finzione che raggiunge un’acutezza tecnica mai vista, grazie alla scelta tridimensionale dell’omogenea produzione Disney-Pixar. Ratatouille è una gemma dai pensieri gioiello, in cui ci si diletta affrontando temi di nicchia:l’iniziale critica allo sciovinismo francese (“la migliore cucina del mondo è quella francese”, in un crescendo di sillogismi razionali ma illogici), il peso gravoso, in un ambiente gretto e retrivo come l’alta cucina, da sopportasi per una donna nel raggiungimento di uno status lavorativo di prestigio, la futilità di una critica che lapida e distrugge, stroncando, personificata dall’”egocentrico” Anton Ego, che vive di un’elitaria celebrazione, venerazione (allusiva la critica alla critica). Ratatouille, tornando alla metafora culinaria, è una paella tradizionale ma con quel tocco di “prospettiva”(per dirla alla Ego) che fa della cucina e di qualsiasi arte qualcosa di immortale e necessario all’uomo, nel viaggio di una vita punteggiata da continue regressioni infantili. Cartoon leccornia per bambini e per adulti, fa regredire e fa maturare; in questa complessità contenutistica si regge l’asse portante di un’esperienza filmica di qualità eccelsa. "Ratatouille" è un omaggio alla parigi dei vicoli, del passato mischiato al presente, dei ristoranti di moda, del prosustiano rimando al modello incolto originario (con tanto di flashback infantile che riempie il cuore), sulla diversità. Negli extra del dvd c'è un piccolo "documentario" che scagiona i topi dalle più gravi accuse rivolte nel corso della storia, compresa la peste bubbonica. E il loro punto di vista finisce con la solita presa di posizione degli umani, quando scorre velocemente la schermata in cui la Disney afferma, divertita, di non condivere necessariamente le opinioni dei topi. Ma, almeno, gli viene garantita la libertà di espressione. Ratatouille brilla per perizia visiva e capacità di regia, con Brad Bird che si conferma uno dei cavalli di razza della scuderia. Alle musiche il solito Michael Gioacchino.

La ricetta Originale della "Ratatouille".

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