30/12/10

Top 100 Film of the Year 2010 - Positions 20 - 11

20a - In the Loop

Inauguriamo la top 20 con una commedia caustica che cita Kubrick e fa delle questioni di politica internazionale un semplice insieme di paturnie, paradossi, attitudini al no-sense degli stessi protagonisti. Iannucci dirige un calderone di situazioni affini alla tematica della guerra, che non lasciano mai le sale del potere e ne sottolinea una parvenza surreale che è al contempo cinica e divertente. Un gran cast corale, il talento di Peter Capaldi che spicca su tutti, e la migliore sceneggiatura dell'anno, firmata da più artisti, che sanno essere corrosivi. Ma il vero punto di riferimento è Iannucci, star indiscussa che manovra dall'interno un film perfetto.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

20b - Restrepo

La guerra, presenza indiretta e caustica nel mondo malato di "In the loop", diventa presenza visibile e tangibile, in prima linea, nel documentario di Sebastian Junger, giornalista di Vanity Fair e Tim Hetherington, fotogiornalista di fama. La guerra in Afghanistan, l'avamposto Restrepo, dal nome del commilitone morto, che viene richiamato alla memoria con grande partecipazione dagli altri soldati, la condizione delle truppe statunitensi nalla valle di Korangal e la guerra, vista in ottica tradizionale, ma anche nelle sue esperssioni più quotidiane (il cameratismo), sono i piatti forti. La vera novità sta nella grande disposizione di mezzi e nella possibilità di raccontare quel mondo in presa diretta, non tacendo la condizione psicologica labile dei soldati, ma non intervenendo con forza nella speculazione ideologica pro o contro il conflitto.


Voto: 8/10
Trasmesso in Italia su Sky

19 - Bright Star

Jane Campion ha partecipato a Cannes 2009 con la storia romanzata di John Keats. Il film è un'imperdibile miscela di "romanticismo" nella sua accezione più letteraria, con uno stile orginale, la volontà di colpire lo spettatore attraverso la genesi/stabilizzazione/morte del sentimento amoroso, come in un grande romanzo ottocentesco, ma con la visionarietà di un'esteta che riempie ogni angolazione/sequenza di poesia, arrivando a trasformare la stessa idea di film di costume, con una ricostruzione che Kubrick avrebbe adorato. Il cast volteggia nel silenzio delle percezioni con slancio e bravura. Ben Whishaw è il dandy, o meglio l'artista bohemien ma con la poetica romantica nel sangue, Abbie Cornish è la gemma del film, per l'interpretazione migliore del 2009.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 11 giugno 2010

18 - Bellamy

Chabrol ci saluta con "Bellamy", il suo ultimo film  del 2009 e lascia una dedica che è più di molte parole, in calce alle sequenze inziali della pellicola, "In ricordo dei due Georges", con riferimento a Simenon, il grande scrittore e a Brassens, il grande cantautore, uniti da una linea sottile di rimandi che arrivano a "Bellamy", appunto, e quindi a Chabrol. Il film è un'imperdibile thriller psicologico, che riesce, in un finale inatteso, a sconvolgere per forza e tensione ansiogena. E' un film animato da una curiosità innata, quella del protagonista, Gerard Depardieu, in una terra-paesaggio metafora, in un mondo da analizzare che è più complesso di quanto si pensi, e con la verità che sfugge di mano ed è meno importante dell'indagine stessa.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 25 Agosto 2010

17 - Boy

Un piccolo film adulto, ma anche un film bambino, dedicato all'infanzia, sua indagine, suo saggio. Viene dalla Nuova Zelanda e ha conquistato per la scrittura dei tre personaggi principi, un padre e due figli, e soprattutto per la capacità di affrontare in modo esaustivo concetti chiave quali l'importanza degli adulti nella crescita, la mitizzazione, con un'analisi che è anche sociale e storica oltre che individuale. Un must il rifacimento di "Thriller" di Michael Jackson, al massimo della fama negli anni '80, ma l'intero film, della durata esigua, di 90 minuti, non ha mai una caduta di tono o di ritmo e insegna ai grandi più di quanto possa far comprendere ai bambini. Espressione di un cinema che, con pochi mezzi, ha molte idee originali che riescono a disintegrare le pellicole occidentali in termini di piacevolezza e riuscita. Dirige Taika Waititi.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

16 - Il compleanno

Il film italiano dell'anno è svelato. Si chiama "Il compleanno", diretto dal giovane Marco Filiberti, alla seconda prova. E' una pellicola imperfetta, per certi versi eccessiva, per altri plastica e plastificata (grazie al modello Christo Jivkov), per altri versi non teme di sfiorare il ridicolo, anzi di sublimarlo in una sceneggiatura strana, estremamente drammatica, impostata sulla rielaborazione del tema wagneriano, posto all'inzio del film e alla conclusione. Ma è anche un film profondo, complesso, diretto con attenzione certosina, internazionale (molto più di "Io sono l'amore"), che non ha paura di osare e riflette, in modo ambiguo e sfumato, sulla complessità della passione amorosa, in modo da definire singole storie che vengono travolte da un'attrazione sopita. L'elemento omosessuale è un'allusione bypassata, un fermo-immagine, poi una ricerca, poi un'accettazione. Il personaggio centrale, interpretato da un bravissimo Massimo Poggio, riesce ad esprimere una certa gradualità nel percorso, mentre si intesse attorno a lui un melodramma a più voci, che è insieme accattivante e crudele. Maria de Medeiros, Alessandro Gassman, Michela Cescon ricoprono ruoli diversi, accomunati da una "crisi di nervi" latente, che si manifesta nel personaggio a sè stante di Piera degli Esposti, che è un pò il simbolo della tematica del film, inerenti i sentimenti, anche negativi, percepiti dall'animo umano. Filiberti si mostra coraggioso e usa il melodramma di Visconti per affascinare.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 28 maggio 2010

15 - Carlos

E finalmente arriva l'epopea (televisiva e, in versione ridotta, cinematografica) di Carlos, il terrorista che ha infiammato la vita europea e non solo nel periodo dela guerra fredda, interpretato da un divino Edgar Ramirez, che si veste da Marlon Brando con la ribellione di James Dean. Il film di Assayas è un'analisi, un racconto, definito con precisione biografica, ma anche un archetipo, con la sottolineatura delle ambiguità del personaggio. "Carlos" è il Mesrine di Cassell, ma, a differenza di questi, la sua è una reazione reale ad un mondo indigesto, che pian piano, si tramuta in ambizione più grande della sua stessa figura.

Voto: 8/10
Inedito in Italia

14 -Uomini di Dio ("Des hommes et des dieux")

Premiato quest'anno a Cannes, "Uomini di Dio" è un film silente, piccolo, comunitario, elitario. Non diventa mai una condanna, nè un panegirico per i missionari falcidiati. E' un film d'opinione, nel senso che propone il modello socratico di "scelta" come elemento principe. E' la ricerca del bene, l'affermazione della propria idea di bene che vince, senza implicazioni politiche, senza condannare un gruppo religioso o esaltarne un altro. E' un film, diretto da Xavier Beauvois, emozionante, minuto nel suo scendere nei particolari della vita quotidiana, ma di una rara forza verso un finale che raggela con l'ultima sequenza in mezzo alla neve e piccole didascalie, su fondo scuro, che accennano al dramma. Il simbolo diventa un elemento espressivo, e la fratellanza, anche con le popolazioni locali, un atto d'amore. Ottimo il cast. Film convincente.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 22 ottobre 2010

13 - About Elly ("Darbareye Elly")

Il film iraniano che non ti aspetti. Dirige Asghar Farhadi, che cita Antonioni nel concept e ambienta nei pressi del mare una storia senza soluzioni apparenti, di svelamento della realtà, ma anche di continuo scontrasto verità-menzogna in una società che pare occidentalizzata, ma in cui si pongono le metafore, evidenti, della situazione politica di un paese. "About Elly" è un film che potrebbe essere definito introspettivo, in cui il carattere implicito (quello dell'illusione) è il vero elemento principe. Il rapporto falsità/verità è il vero fulcro dell'indagine, ed è un'equazione mai fissa, ma in progresso continuo. E' anche un film sul mistero, sull'impenetrabilità, sulla parte mancante da completare da soli.

Voto: 8/10
Uscita in Italia: 18 giugno 2010

12 - Exit Through the Gift Shop

Banksy, la maschera, l'apparenza, l'espressione, la libertà, l'ottica, la finzione, l'impossibilità di attingere al vero, la duplicità, il viral, la polemica e la rivolta al sistema, ma anche una storia-canovaccio che forse non è una storia. Diretto da Banksy stesso, che se vincesse l'Oscar manderebbe uno dei suoi ratti a ritirarlo. Altro da dire? NO.


Voto: 8/10
Inedito in Italia

11a - Gli amori folli ("Les herbes folles")


Un altro genio del cinema francese, lontano in parte dalla Nouvelle Vague, più vicino ad un cinema surreale, animato da una carica emozionale ridotta al minimo dalla geometria della narrazione. Le forzature sono le migliori trovate per una sceneggiatura, nell'ottica di Resnais, che rifugge dall'ovvietà e intesse le reti di un mondo senza senso, che trova la sua unica consapevolezza nell'amore, per quanto folle sia. Le corrispondenze si legano ad un evento fortuito e il gioco è fatto. Resnais dimostra di riuscire a dire qualcosa, tutto, alla sua tarda età. Con una regia che emoziona per trovate e una storia che è la ciliegina delle nostre torte, senza zucchero, ma con tanta salsa di fragole.


Voto: 8/10
Uscita in italia: 30 aprile 2010

11b - The Town

Affleck sfiora la top ten con un film vecchio stampo, che è una boccata d'ossigeno per il cinema blockbuster-ultratecnologico dei nostri giorni. "The town" è una storia che vanta una sceneggiatura solida, una regia compatta, e delle interpretazioni ottime. E' un film che unisce una forte carica commerciale (è stato un successo indiscusso, considerato anche il budget) con un taglio autoriale asciutto, vicino ai grandi narratori alla Eastwood. Affleck si conferma un cineasta degno di apprezzamento e riesce a mettere su un set in cui la complicità pare l'elemento primario. Rebecca Hall si lancia e spicca, Blake Lively mostra capacità inedite con un'interpretazione drammatica per nulla forzata, Jeremy Reener si conferma un attore da seguire, mentre Jon Hamm è il solito, bravissimo, Jon Hamm. Affleck preferisce dirigere dall'interno.


Voto: 8/10
Uscita in Italia: 8 ottobre 2010

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