08/03/10

Winner List-Actor










Best Actor

Mezza calzetta. Così lo ritrasse Clint Eastwood.
Candidato cinque volte all'Oscar, la sua prima vittoria.
Nel discorso di Ringraziamento, ha ricordato i genitori attori.
E la rivincita di Lloyd Bridges, il padre, dopo l'oscurantismo maccarista, viene sancita dal figlio. Jeff Bridges ha un ruolo deflagrante, naturale, americano. Il country gli scorre nelle vene e nella voce.





Best Actress



Sandra Bullock riesce nell'impresa di vincere Razzie e Oscar lo stesso anno, per due film diversi. Ma soprattutto inanella numeri da blockbuster inverosimili. La Bullock sta all'incasso come Will Smith.Solo che quando tenta la strada autoriale riesce meglio. Osa, spavalda, e soprattutto non si vergogna di essere al contempo di nicchia e commerciale. Una fidanzatina autoironica e poco star. Memorabili i suoi discorsi di ringraziamento.E' andata di persona a ricevere il Razzie, mandando in visibilio i suoi detrattori. Ha un team di lavoro perfetto e tempi comici inediti per una donna.



Best Supporting Actress

E' Mo'nique.Donna in carne, che ha portato ai fasti la UPN con il telefilm "la Famiglia Parker", poca cosa, a quanto ci ricordiamo, ma comunque un serial comedy da appassionare un certo tipo di pubblico soprattutto di colore. Mo'nique è la constatazione dell'iperpotere di Oprah. La sua prova è sovraccarica, la sua persona molto discutibile. Ma ciò garantisce uno status di impatto sta appunto nell'anticonformismo. Mo'nique non è Halle Berry, ma forse ha più credibilità.


Best Supporting Actor

Un ruolo sui generis per Christoph Watz. Il suo Landa è tanto orrendo quanto accattivante. Un ruolo deflagrante, ma interpretato in maniera sottile.Il lavoro di Waltz è meticoloso, ossessivo e si constata nella sua versatilità linguistica. L'inizio è folgorante e lo immortala nella Storia del Cinema come l'attore enigmatico che riesce a calarsi in ruolo difficile e ben scritto senza ricorrere ad un punto di riferimento ed evitando di semplificare o di rendere complesso un character che è, in primis, esperimento cinematografico artificiale, nella tradizione del vecchio Quentin.

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