Review 2011 - L'amore all'improvviso - Larry Crowne









Il ritorno di Tom Hanks alla regia ad un quindicennio di distanza dal fresco " Music Graffiti", prodotto da Demme, nonostante un soggetto sulla carta per nulla banale, è un comeback poco salutare e senza grandi possibilità di intercettare il nuovo pubblico della post-comedy dei nostri giorni. "Larry Crowne" è una commedia con base social senza grandi colpi di scena nè una giusta e calibrata sceneggiatura che sappia suscitare un minimo di interesse, e conferma lo stato di crisi di due ex-stelle del cinema anni' 90, lo stesso Hanks, qui anche attore protagonista, e una Julia Roberts al lastrico interpretativo. In più la collaborazione post-matrimonio greco con Nia Vardalos, qui curatrice dello script, è un boomerang nel senso letterale della parola. In "Larry Crowne" nulla è veramente dirompente, nulla eccessivo. Piuttosto è l'anonimato, la scarsa forza dei characters e dell'intreccio a suscitare peplessità. Coraggiosa l'angolazione sociale, con riferimento non troppo velato alla crisi e con una certa attenzione alla descrizione delle dinamiche lavorative e studentesche statunitensi, abbastanza piacevole il risultato dell'insieme che intrattiene evitando volgarità gratuite e fini a sè stesse, ma manca tutto il resto. In particolare l'happy-ending è forzato, il patetico spesso in agguato, mentre qualcosa è risibile e ancora troppo figlia dell'ormai spento sogno americano da yuppy anni '80. Nota di demerito a parte del cast di supporto, che non brilla per personalità (Gugu Mbatha-Raw) o, ancora peggio, prosegue nella scelta di copioni molto al di sotto delle proprie potenzialità (e Taraji P. Henson sta buttando via una carriera). Per quanto concerne i protagonisti, funziona parzialmente, dopo i fasti di "La guerra di Charlie Wilson" diretta dal ben più corposo Mike Nichols, il duetto Roberts-Hanks, anche se entrambi hanno perso fascino e charme e si ritrovano a portare a termine il normale compitino di sopravvivenza. Hanks, in particolare, si è trasformato, suo malgrado, in un bamboccione attempato, mentre la splendida Julia può soltanto sfoggiare la sua capigliatura e il suo sorriso da Mona Lisa per evitare l'emergere di qualche evidente lacuna di identificazione con il personaggio.

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