21/03/11

Review 2011 - Les petits mouchoirs ("Little White Lies")







6.0 su 10

154 min
Inedito in italia
Uscita non ancora prevista
Regia di Guillaume Canet
Cast: Marion Cotillard, François Cluzet, Benoît Magimel, Gilles Lellouche,

Sinossi: Il grave incidente di un amico non impedisce al gruppo dei suoi conoscenti "storici" di partire per la vacanza, tra rancori, mezze verità, dolori e gioie.

E' una sofferenza scrivere di "Little White Lies", nuovo film del regista Guillaume Canet, noto attore francese ora in procinto di americanizzarsi anche grazie alla love-story con una delle protagoniste della pellicola, quella Marion Cotillard oggi sulla bocca di tutti dopo l'Oscar per l'interpretazione di Edith Piaf, altra stella in patria. Canet e la Cotillard rappresentano l'ala progressista della cinematografia francese, maggiormente tesa alla spettacolarizzazione e vicina al modello americano. Nei loro ultimi film è difficile trovare il tipico pedigree della cinematografia d'oltraple, comunemente intesa come "film d'autore" tra Cahiers du Cinema e stilemi da aggiornare con frequenza, piuttosto il loro è un cinema "popolare", in grado di muovere le masse (e questo film è stato di un successo travolgente al box-office) attraverso una narrazione corale "facile", con elementi estrapolati dai generi "canonici", quelli americani, con tanto di loro mescolanza strutturata con precisione e cercando un effetto emotivo notevole. Per dire, anche in Francia c'è molto di peggio, tipo le commedie da quattro soldi di Boon, ma anche di meglio. Canet potrebbe dirigere una commedia, un dramma o un film di azione (l'inedito in Italia "Ne le dis à personne" del 2006) con la stessa mano, con gli stessi attori-feticcio senza spostarsi di una virgola dall'impostazione narrativa creata ad hoc e riproposta come un canovaccio standard paragonabile in termini di ripetizione strutturale ai nostri cinepanettoni, alle nostre commedie tutte uguali. Ecco il confronto è solo indiretto, ma anche nei film di Canet si respira un evidente "confezionamento ad hoc" della pellicola, che entra a far parte di una catena di montaggio, alimentato dalla campagna pubblicitaria notevole, che supporta un prodotto accettabile, anche coinvolgente in qualche punto, oleato a dovere, piuttosto lungo (in modo elementare e abbastanza noioso), e con star di richiamo immediato. In questo senso, pur discostandosi l'apporto qualitativo, "Les petits mouchoirs" è un cinepanettone alla francese, chiamato a incassare, portare a casa il beneplacito della stampa, lasciare la critica fredda, avere visibilità nelle televisioni nazionali e incassare qualche premio "facile". Parlando del canovaccio, tutto è molto prevedibile, anche se il finale è intelligentemente disatteso perchè limitato a pochi minuti chiave, quando ormai la storia sembra avviarsi ad una conclusione secondo un diverso schema. Alla fine dei personaggi resta qualcosa, grazie ad ottimi interpreti (la Cotillard è fantastica, François Cluzet perfetto e molto bravo Benoît Magimel) e ad una sceneggiatura che ne sottolinea le minime tensioni interiori in modo diretto. Ma non si può premiare un film ipercostruito come questo e il difetto principe sta nell'impostazione generale piuttosto che nelle sue singole parti.

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