08/03/11

Review 2011- Gnomeo e Juliet







6.5 su 10

Versione "alternativa" del celebre testo di Shakespeare, l'ennesima, ma anche l'unica destinata all'infanzia, completamente lontana dal tono drammatico dell'originale. Piuttosto martoriata (ma non troppo) dalla critica anglofila, ha raggiunto il successo in modo inatteso. Personalmente, ho trovato degli spunti interessanti. Il film, inoltre, pur non brillando per originalità, non rinuncia a qualche  perla di divertimento vero e proprio, anche se il suo limite sta nella discontinuità tra momenti vivaci e sequenze ripetive e fini a sè stesse, magari seguendo una sceneggiatura che oltrepassa la soglia del "ragionevole", anche in ambito puramente fantastico. La pellicola comincia nel mondo giusto, con un palcoscenico teatrale e un sipario, a cui si collega la figura di un "imbonitore", chiamato, come era tipico nel dramma elisabettiano, a svolgere una funzione di introduzione narrativa all'opera. E' chiaro che per gustare perfettamente "Gnomeo e Juliet" sia imprescindibile una versione originale, anche perchè le voci che stanno dietro al progetto sono british (da Emily Blunt a James McAvoy) e in grado di dar suono al prodotto con la giusta intonazione, cadenza, capace di esprimere anche un tocco ironico in modo efficace. Parte da qui la storia di due famiglie, costrette a vivere l'uno accanto all'altra, i noti Capuleti e Montecchi, la cui casa comunicante non ha creato una possibilità di buon vicinato. E, come in una fiaba che si rispetti, non sono gli esseri umani a scontrarsi direttamente, ma i nani da giardino delle due proprietà, caratterizzati da un colore diverso dei tipici berretti, blu o rosso tradizionale. L'assunto è simpatico, d'altronde la storia di Romeo e Giulietta non può subire, da principio, un grosso stravolgimento dal un punto di vista narrativo-strutturale, e cambia soltanto l'ambientazione e il tono più ridanciano, meno complesso e da commedia famigliare. Un elemento di originalità sta nel finale, oltre ad alcuni protagonisti fuori dal coro, e l'operazione si conferma, in questi casi, evidente per la sua unica funzione, quella di intrattenere con garbo, attraverso il ribaltamento dei luoghi comuni letterari, senza dare risalto alcuno alla complicazione sentimentale e psicologica, ma immergendosi in un mondo per bambini con grazia ed evitando eccessi di volgarità. Niente di nuovo, ma nemmeno il sapore di qualcosa andato a male. La soundtrack firmata Elton John è adatta al contesto, anche se spesso ovvia, nonostante i duetti.

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