19/02/11

Review - Last Night






Storia di una coppia sposata e di "potenziali" tradimenti.


It Rocks! - Cosa va: 

E' un film privo di vere cadute di stile, che segue con eleganza estetica e narrativa la storia di una coppia felicemente sposata di fronte all'infedeltà e al tradimento. La limitata enfatizzazione dei sentimenti e un certo distacco emotivo della stessa regista facilitano una raffigurazione asciutta e moderna, aiutata anche dalla fotografia notturna e intensa di Peter Deming. Buono nel complesso l'ensamble, anche se con dei distinguo. La classe e l'assoluta eleganza anche di movimento della Knightley sono perfetti per un'opera che cerca spesso il preziosmo, a cui aggiungere una bellezza "moderna" che ben si addice al personaggio da lei interpretato, una scrittrice in stallo. Sul fronte femminile la procacità di Eva Mendes non è accompagnata da un'articolazione sfumata del personaggio, che è semplice antitesi di quello interpretato dal Keira, anche se un tocco di malinconia, affine allo stile del film, è evidente, con bravura e intensità (anche se molto diversa da quella esorbitante de "I padroni della Notte"), nelle ultime sequenze della pellicola, in cui l'attrice texana è di un'asciuttezza compiuta. Sul fronte maschile, se la cava degnamente Sam Worthington, all'apparenza del tutto fuori dall''ottica della pellicola e invece capace di un'interpretazione standard, non insepressiva. Aggiungiamo un nome da tenere d'occhio, Guillaume Canet, attore e regista di talento e gran fascino francese (il suo ultimo film diretto è il campione di incassi in patria, Les petits mouchoirs, in cui divide la scena con la compagna Marion Cotillard). La breve durata aiuta molto.


It Sucks! -Cosa non Va:

Non si tratta di un'opera realmente imperfetta, ma nemmeno di una pellicola da annali di cinema. Uno dei limiti più evidenti è riscontrabile nella scarsa originalità del soggetto, che, soprattutto nella prima parte, può arrivare a tediare, assomigliando in modo impersonale a moltissimi altri. Riscattato dal rigore formale, non si affida molto sulla sceneggiatura, che è verbosa, concettuale, per certi versi troppo irrealistica. I personaggi non sono manichini, ma qualche eccesso comportamentale (la gelosia della moglie) è usato solo nella funzione di avviare l'azione e risulta fuori luogo ed esagerato. Rimane un certo contegno, anche se molte situazioni, come il testa a testa Worthington-Mendes in piscina si risolve in modo abbastanza banale. E' un'opera profondamente borghese, e ciò ne definisce anche i limiti autoriali dietro il progetto della neo-regista Massy Tadjedin. Il commento musicale di Clint Mansell, onnipresente, è insopportabile e toglie pathos e attenzione all'azione.

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