30/01/11

Sundance 2011- 5 film interessanti a caso

Win Win


 di Thomas McCarthy

Cast: Paul Giamatti, Amy Ryan, Bobby Cannavale, Jeffrey Tambor, Burt Young

Release Date: 18 March 2011


Un gran cast per il ritorno alla regia del prolifico McCarthy, diviso tra il ruolo di attore e quello di director in piccoli film-gioiello, capaci di ritagliarsi un angolino nel panorama indie di tutto rispetto. Stiamo parlando di "The station agent" e dell'acclamato "L'ospite inatteso" in cui la direzione degli attori è stata l'elemento vincente di pellicole ibride (Roger Jearkins ha avuto una meritata nomination all'Oscar per "The visitor" e una riscoperta cinematografica grazie al regista). Al Sundance ha presentato il suo film più commerciale e dalle maggiori possibilità di investimento. La storia è quella di un avvocato-allenatore liceale che si trova di fronte ad un evento inatteso; diventa tutore di un anziano e la sua vita e quella della sua squadra viene travolta dall'arrivo della nipote dell'uomo. Con un cast superbo e un Giamatti in piena forma, il film uscirà nelle sale statunitensi il 18 Marzo.



The Son of No One


Trailer al seguente link:
http://www.youtube.com/watch?v=2aRLMdY5G_U

di Dito Montiel

Un action-thriller dai risvolti criminal. E' questa la scommessa del regista, Dito Montiel, che ritrova il suo attore feticcio, Channing Tatum, già visto nei precedenti "Guida per riconoscere i tuoi santi" e nel meno efficace "Fighting" e può vantare il ritorno sulle scene di Al Pacino. La storia, legata al solito giovane poliziotto, chiamato a svolgere il suo dovere nella zona in cui è cresciuto, con relativo segreto nel passato famigliare, non è originalissima. Il cast è eterogeneo e mischia Tracy Morgan a Juliette Binoche, Katie Holmes a Ray Liotta. Il film non sembra aver conquistato la stampa, con recensioni generalmente negative.


Salvation Boulevard

di George Ratliff

Stroncato da molta critica-web senza pietà (con voti che arrivano, in certi casi ai due/decimi), e ritenuto prodotto maggiormente televisivo (c'è chi sostiene che sia una pellicola "straight-to-dvd"), aveva, dal soggetto, molte potenzialità, nonchè un cast di livello, con Pierce Brosnan chiamato a interagire con l'indie-orienthed Melissa Tomei, con la bella Jennifer Connelly, con l'astro nascente Isabelle Fuhrman, e sul versante maschile, con i veterani Ed Harris e Greg Kinnear. La tematica religiosa trova il suo appannaggio nel riferimento ai gruppi evangelici fondamentalisti tipici degli Stati Uniti e in uno strano omicidio di un professore universitario, a cui segue un'indagine condotta da un ex-poliziotto ora convertito alla religione. George Ratliff è il regista, dopo "Joshua" e sembra che i risultati siano lungi dall'essere positivi.


The future

di Miranda July


Passerà presto a Berlino, dopo aver conquistato un pò tutti al Sundance, il secondo lungometraggio di Miranda-moonwoman-July, regista del primo e apprezzato "You and Me and Everyone We Know". E, stavolta, a leggere le impressioni e soprattutto la sinossi di "The future" viene da mettersi le mani nei capelli. Perchè la July va molto oltre la coralità pazza e stralunata ("moonwoman") del primo capitolo e sfida ogni limite reale, arrivando a far parlare un gatto in stato terminale, adottato da una coppia di trentenni in crisi da routine (e la July, oltre a sceneggiare, non può che ricoprire il ruolo principe accanto a Hamish Linklater). Il film sembra una compiuta opera d'arte e la July pare non smettere mai di vagare con la fantasia o con la droga (detto con affetto). Lo attendiamo con impazienza paziente.


Life in a day ("La vita in un giorno")

 di Kevin Macdonald

Mettete il caso che un regista voglia girare un documentario di frammenti di video altrui. E che i video altrui siano reperibile, previo richiesta di partecipazione, su YouTube. Mettete caso che venga organizzata, tramite sponsor e produzione Ridley Scott, una giornata di raccolta volontaria di tutti i video, il 24 Luglio. Al Sundance, Kevin MacDonald, regista di film di fiction di successo come "L'ultimo re di Scozia" e "State of play" e di documentari molto più riusciti in termini qualitativi ("Touchung the Void", diventato "La morte sospesa" nel nostro paese), ha presentato il progetto il 27 gennaio, a poco più di 6 mesi. Un vero record, visto il numero incredibile di video postati nelle 24 ore, 80.000. E' nato così "Life in a day", una sorta di compendio di diverse esperienze umane pubblicate sul web in 24 ore e riassemblate, con un montaggio difficile, in un'opera compiuta, di soli novanta minuti. Il film ha avuto la sua anteprima anche sul web e ne saranno organizzate altre. Da tenere d'occhio il link su You Tube per avere informazioni più precise, postato sotto. Spero vivamente che nei novanta minuti non sia finito per sbaglio un fotogramma di GemmadelSud, che in quel periodo pubblicava video con continuità ammirevole in termini di disgusto.

Ecco il link: http://www.youtube.com/user/lifeinaday

Nessun commento:

Posta un commento