29/01/11

Review 2011 - Yattaman






7.5 su 10

Il genio di Takashi Miike si addice perfettamente alla rivisitazione cinematografica di un cult dell'animazione giapponese anni '80, "Yattaman". La pellicola, infatti, è una ricostruzione fedele, un divertissment in pieno spirito goliardico, una gemma visionaria che fa uso di una trama-pretesto (d'altronde gli episodi di "Yattaman" erano tutti uguali, con il canovaccio dello scontro tra buoni e cattivi reiterato) e sfrutta al massimo l'effetto nostalgico, non dimenticando di inserire numerose citazioni, e soprattutto mantenendosi fedele alla descrizione empatica dei caratteri negativi, senza tralasciare i due originali Yattaman, che svolgono una funzione di supporto agli esilaranti, macchiettistici exploit del trio Doronbo (le sequenze più riuscite sono legate alla loro attività di ladri-venditori fraudolenti). Le allusioni (ma anche molto più in là) sessuali, le dinamiche relazionali, si intrecciano con l'avventura, la solita ricerca dei frammenti della pietra Dokrostone, e tutto diventa un concentrato policentrico di bellezza visiva (le sequenze sono dei piccoli capolavori visivi di un "live-action" costruito con grande maestria e attenzione al particolare, e gli stessi robot ipertecnologici del cartone mantengono e aggiornano le loro sembianze antropoforme). I personaggi non perdono alcuna caratteristica, dalla fisicità ai costumi, magari soggetti ad un processo di rinnovamento e differenti, per qualche elemento, dal cartone originario. A ciò si aggiungano una serie di attori pronti a sacrificarsi continuamente per la parte e in grado di reggere, con entusiasmo e nessun imbarazzo, una sceneggiatura che più volte vira sul no-sense. Miike riesce nel miracolo e il film termina con un rimando al prossimo episodio, proprio come abitudine del manga animato, facendo accrescere la carica di continuità rispetto al passato e diventando un piccolo cult di genere. Campione di incassi in patria, esce nel nostro paese a due anni di distanza dall'uscita ufficiale solo grazie alle Officine Ubu, che proporrano presto (tra qualche settimana, saltando i tempi previsti per il passaggio dalla sala cinematografica all'homevideo) anche il relativo dvd. Non perdetelo.

2 commenti:

  1. spero tu abbia visto la versione originale... ;-)
    bellissimo, mi sono divertito troppo a vederlo

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  2. si roby ho visto la versione originale, ma anche quella italiana...il doppiaggio, comunque, è buono...sono d'accordo, è uno dei film più divertenti degli ultimi tempi...e ricco delle allusioni malate del cartone ;)

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