Review 2011 - When We Leave





7/10

"When We leave" è quanto di meglio si possa ottenere da un film con conformazione ibrida, girato da un'austriaca, Feo Aladag, in territorio tedesco, riguardante una minoranza etnica. Ambientato nella Germania attuale, ci introduce in una comunità turca, preponderante tra le straniere nell'essersi stabilita nella zona, nelle sue componenti chiuse, socialmente necessarie, legate ad un'ottica di appartenenza che rimanda al modello delle gens romane ed è elemento imprescindibile, superiore anche al "sangue", alla cellula primaria dell'uomo, la famiglia. "When We Leave" è il sofferto dramma, asciutto ma anche, in più punti, intessuto di emozioni intense, che per loro caratteristica e stile recitativo, sfiorano il melò. Si veda la conclusione, che chiama in causa una "Pietà" urbana, così come i numerosi tasselli di sopraffazione/violenza, che non impediscono allo spettatore di pensare e sperare in un lieto fine, in un ravvedimento. E' un film che unisce le due componenti: quella moderna dell'emancipazione della donna (una bellissima e intensa Sibel Kekilli), e quella tradizionalista dell'imposizione maschile, della necessità di essere conformi ai dettami imposti dall'esterno, per evitare l'isolamento, l'onta, la macchia. Una concezione di subalternità che Umay, forte e non rassegnata, non accetta e che si ritorce contro sè stessa prima di tutto, e contro la famiglia a cui appartiene. Subentrano molti interrogativi lucidi, i caratteri si fanno complessi, in bilico tra scelta necessaria e volontà umana dissonante, la "famiglia" si sfascia e il dramma è dietro l'angolo. In realtà, l'intero film, modulato su precetti esterni a cui è impossibile fuggire, è un dramma continuo senza una volontà ma con degli obblighi. Ognuno compie azioni che appaiono obbligate, non frutto di una scelta, al di là di una volontà interna, di convenzione. Il contrasto è stridente e, seppur ovattato tra il rumore del traffico cittadino, il finale non può che essere un grido, magari silenzioso, magari stridente. Magari senza speranza. Candidato tedesco agli Oscar, "When We Leave" mostra il suo coraggio nell'atmosfera dimessa, nella oscillazione di prospettiva, nel sogno/incubo e nell'innocenza della protagonista.

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