26/03/11

Review 2011 - Never let me Go (Non lasciarmi)








"Never let me go" è cinema, a tutto tondo. Mestiere, passione, emotività, realizzazione tecnica complessa, lavoro sul personaggio, sceneggiatura credibile e, a quanto pare, piuttosto fedele al testo da cui è tratto, e una fotografia perfetta che fa uso di toni soffusi e modulati secondo una precisa e ricca tavolozza di colori diafani, senza dimenticare l'ottimo lavoro di Rachel Portman che riesce ad integrare, con tocchi di musica, intensi intervalli temporali di narrazione molto lunghi, contribuendo ad alimentare la vena emotiva del film. Componenti come la letterarietà, imprescindibile visto la derivazione del soggetto (dal pluripremiato Kazuo Ishiguro), e l'assetto tradizionale da romance-story si accompagnano a riflessioni tutt'altro che banali sulla vita umana, sulla sfuggevolezza, sui sentimenti. Ma la bellezza di "Never let me go" sta nella sua capacità di trasformare una difficile riflessione/dissertazione scientifica e filosofica sulla clonazione, l'anima, il destino terrestre, l'amore, il sacrificio, il surrogato sostitutivo, la morte, in una storia facile, impostata secondo un'ottica umana, in cui la ricostruzione non presenta alcun tratto di modernismo nè di irrealtà dei caratteri. "Never let me go" è un film vintage e forse uno dei primi casi di sci-fi in cui l'elemento fantascientifico è appena sussumibile, nascosto, poi svelato completamente solo alla conclusione (la prima parte del film, fino all'entrata in scena del personaggio interpretato da Sally Hawkins è un'osservazione tradizionale, da tipico dramma inglese, e, poi, progressivamente diventa un racconto ambiguo, in cui comunque la cesura tra rappresentazione realistica e ricostruzione fantascientifica non è mai insoluta e netta. A Mark Romanek va il compito di aver pensato alla struttura del film come se fosse a sè stante rispetto ai temi analizzati. E una direzione di attori superba, in cui eccelle Carey Mulligan e ripete l'exploit di "An Education". Più forzata Keira Knightley, e bravo, ma un pò ripetitvo, in alcune espressioni, Andrew Garfield. Ma il supporting cast non è inferiore, anzi mette insieme attrici di bravura indiscussa, come Charlotte Rampling e Sally Hawkins, a dei piccoli interpreti (per la fase infantile dei caratteri) perfetti, forse ancora più dei grandi.

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