Movie of the day da vedere assolutamente - "AMERICAN FAMILY"

Il calamaro e la balena

 su IRIS alle 14,00

Tempesta di ghiaccio

 su IRIS alle 18,55

 

Magnolia

 su IRIS alle 20,55

Tre fim che indagano, in modo inedito e per nulla pacificatore, sulla famiglia americana, nelle sue contestualizzazioni più diverse. "Il calamaro e la Balena", del regista cult Noah Baumbach è un'esemplificazione chiara, anche piuttosto esplicita, dei rapporti famigliari, all'interno di una società medio-alta, che si contraddistingue per il peso assegnato alla cultura. Il film usa il vintage come modello identificatore della crisi famigliare e ambienta la storia nella metà anni ottanta, in una New York pronta ad essere colpita dalla dispersione, dall'HIV e da un malessere strisciante. La pellicola, con la metafora finale, e un cast da urlo, in cui eccelle un giovanissimo Jesse Eisenberg e si destreggiano, senza colpo ferire, due attori intensi come Laura Linney e Jeff Daniels,  è disturbante e viscerale come poche. Segue, "Tempesta di ghiaccio", che considero il film più riuscito della carriera anglofila di Ang Lee, il regista che più di ogni altro, ha cercato di variare le sue scelte cinematografiche, passando dal wuxiapian de "La tigre e il dragone" al "neowestern" di "Brokeback Mountain". "The ice storm" (il titolo originale) è un film corale inquietante, e dominato da un senso di tragedia che è precoce. L'ambientazione cambia. Siamo sempre sulla costa occidentale, ma in Connecticut, un a piccola cittadina. E anche la contestualizzazione temporale è antecedente al film di Baumbach, in bilico tra la passata rivoluzione sessuale e i tentativi di ricostruire un modello famigliare integro, per certi versi vittoriano, per altri ipocrita, per altri legato all'hyppismo di pochi anni prima. Il film, ambientato in una famiglia bene, in cui ogni cosa segue un corso alternativo, ci mostra una ricostruzione della middle-class conturbante, in cui a farne le spese sono i figli, con una tempesta di ghiaccio che sta per colpire la città in modo indelebile. Un duetto forte è quello tra Kevin Kline e Joan Allen. Infine, "Magnolia" di Paul Thomas Anderson, è indubbiamente il più asciutto (nonostante la durata) ritratto corale di un'America malata, folle, biblica (il riferimento è alla pioggia di rane), in cui tante storie si intrecciano seguendo il filo del senso di colpa, della solitudine, del rimorso, del successo e della sconfitta. Un cast ottimo, su tutti i livelli, con i migliori attori della generazione, da Julianne Moore a Philip Seymour Hoffman, da John C. Reilly a William H. Macy, con un impianto teatrale e uno svolgimento strano, che rasenta la perfezione formale.

 

Commenti

  1. http://mattax-mattax.blogspot.it/2012/04/magnolia.html

    ciao Magnolia

    RispondiElimina

Posta un commento