21/01/11

Review - Passione




7.5 su 10


Turturro torna in Italia e vince una scommessa difficile, che sarebbe sfuggita di mano alla maggior parte dei nostri stessi connazionali. Riesce, infatti, con un fare filologico preciso ma non eccessivo, a restituire a Napoli la sua dimensione culturale unica, frutto di un retrogusto storico complesso, di un'attitudine, quella dei napoletani, che è insieme di furbizia e necessità, di canzone e ristrettezza economica, di cultura dialettale e sentimento vivo, di sceneggiata e di arte policentrica, con un paesaggio artistico (anche nelle zone degradate) che racchiude una complessità e una mescolanza difficili da trovare altrove. Turturro ha il merito di richiamare alla memoria la Napoli di varie generazioni, quella della guerra, quella della povertà e della liberazione (con uso di filmati d'epoca), insieme alla Napoli della camorra (un breve spezzone significativo dell'intervista a Cutolo), ma crea dal nulla un vorticoso e coinvolgente musical vero e proprio, mascherato da documentario, in cui i singoli pezzi d'arte della splendida canzone napoletana vengono rielaborati in virtù della "mescolanza", con un vero crossover "culturale" evidente nei ritmi mediterranei aperti ad ogni tipo di mediazione (e l'essere fuori dai gangheri di Carosone viene paragonato al rap di matrice americana), mentre la genialità interpretativa del meglio della cultura del luogo (da Raiz, ex-leader degli Almamegretta a Peppe Barra, da Gennaro Cosmo Parlato alle splendide Pietra Montecorvino e Lina Sastri, fino al noto Ranieri e al gruppo degli Avion Travel, passando per Enzo Avitabile e James Senese) è del tutto svincolata dal trashume da tv-private che oggi impera nell'immagine della città (con tanto di product-placement di poco conto). E ogni immagine è calda, ogni sequenza riuscita e a sè stante, mentre il filo logico si perde e si finisce a cantare in un dialetto che in realtà non si conosce davvero (il campano non è solo napoletano, ndr). Il film mostra come la vecchia canzone napoletana sia internazionale e viva, rinnovabile, senza tempo. E aggiunge ad essa ritmo africani, un rimando rap forte ed un contatto anche con la tradizione country americana, oltre al reggae, imprescindibile per affinità di clima. Ma tutta la musica è Napoli, città ibrida e aperta. E che conquista Turturro, che si lascia andare ad un ballo liberatorio con Fiorello.

2 commenti:

  1. bello, bello. da originario della campania poi... devo vederlo :)ù
    bravo! la "vecchia" canzone napoletana è viva, internazionale, vero simbolo dell'italia

    RispondiElimina
  2. io sono campano e le canzoni, in un modo o nell'altro, mi sono arrivate tutte...e in questo film sono rifatte in modo alternativo...davvero carine...te lo consiglio, dura poco, c'è pure Fiorello in una sequenza ed è come vedere un docu-musical, tipo "Crossing the bridge" di Fatih Akin...solo che a me piace molto di più la nostra cultura e me lo sono goduto... ;)

    RispondiElimina