Review - Cattivissimo Me





Partendo da ottime aspettative, posso dire che "Cattivissimo Me" è stata una mezza delusione. Un film divertente, emotivamente coinvolgente, visivamente complesso ( e non lasciatevi ingannare dai personaggi tipizzati e "geometrici"). Ma non basta un insieme di ottimi ingredienti a fare un film di animazione rimarchevole in sè. E' una questione di prospettiva, per citare Antoine Ego di "Ratatouille". E per prospettiva, intendo volontà di aprirsi ad un nuovo modo di fare cinema. Quest'analisi, forse, dipende dal fatto che da un film di animazione, più che da qualsiasi altro genere, mi aspetto un continuo sfondamento della prospettiva comune. Di per sè, con il sopraggiungere di Lasseter, insieme ad un 3D che sembra trovare una sua collocazione logica nella tipologia animata e ad uno Studio Ghibli ormai nella leggenda, nonchè a prodotti alternativi qua è là, provenienti da ogni dove (dall'Australia di "Max and Mary" allo stop-motion recuperato), il genere film di animazione, nelle sue varie varianti (cortometraggi compresi) è più vivo che mai e in costante crescita, capace di sperimentare. Ebbene, Chris Meledandri produce un'opera troppo piaciona, conformista (è il tocco di cattiveria inziale è una boutade bella e buona), troppo citazionista. Accorpate "Tiffany e i tre Briganti" con il suo carico visivo stupefacente (sarà bidimensionale, ma alcune sequenze sono stupefacenti nella loro semplicità grafica e nel loro fascino cromatico) ad un tocco degli "Incredibili", per la costruzione scenografica (con la tutina del villain Vector arancione che ricorda il modello Pixar e un mondo ipertecnolgico abbastanza vicino), metteteci una punta marcata di simpatia stile "Era Glaciale", un soggetto che sembra nuovo (ma in realtà di problematico non ha nulla) e la solita bella iniezione di redenzione alla Scrooge. Infine prendete la bambina di "Mostri contro alieni" e vedetela, piccola e indifesa, che tenta di abbracciare uno strano uomo (che assomiglia ad un insetto), aggiungete altre due fanciulle, una nerd e una ribelle, e il gioco è fatto. E dei villain, degli scienziati, di quegli esserini gialli che compaiono ovunque (si chiamano Minion), no interessa un bel niente, tantomeno della "Luna" da rubare.  Idee su idee, o meglio scampoli di idee da tutta la produzione. Il risultato è un pastiche brillante, che sembra (ed è ) un'operazione commerciale, un collages di sicuro successo. Quando usciva il primo capitolo di "Toy Story" era una quasi scommessa, con "Cattivissimo Me" è stata una certezza a prescindere. Ci sarà un sequel, e preparatevi ad altri. Ma di prospettiva e di capacità di sfondare realmente il futuro cinematografico non c'è molto. E all'animazione chiedo di più (giacchè è il solo campo in cui è possibile ottenerlo).

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