25/10/10

Tv-Movie of The Day - "Wanted-Scegli il tuo destino"





Domani  Martedì 26 Ottobre su Italia 1 alle 21,10

"Wanted - Scegli il tuo destino" doveva essere l'ingresso in pompa magna del regista Timur Bekmambeto ad Hollywood. E, in quanto ad appeal e incassi, il risultato è stato positivo. Il film è un adrenalina-movie cazzuto, con qualche concessione romantico-osè, ed uno script di partenza molto tradizionale (il reclutamento di un ragazzo smilzo in una congregazione). Non sono in grado nè di giudicare l'opera originale, non essendo lettore di fumetti, nè di fornirvi ipotetici elementi di interpretazioni precise del contesto. Fatta questa premessa, la pellicola parte bene, ed è un piacere per gli occhi, giacchè il film, da un regista del genere, non poteva che basare le proprie fondamenta su un'estetica complessa, che rielabora molte tipiche conformazioni del genere action. Ad un certo punto, la narrazione cade nell'inceppo. C'è una differenza sostanziale nella manifestazione artistica cinematografica, rispetto ad un comic. E non sta nella capacità visionaria, giacchè le illustrazioni di J. G. Jones, a quanto vedo, hanno un'angolazione molto incline alla rappresentazione su grande schermo, con gli accorgimenti adatti. Il problema sta nella volontà di trasporre, ad un pubblico di non habituè del fumetto, alcuni elementi che se possono funzionare bene nel contesto di origine, nel limbo del fumetto (non so se siano contenuti nel comic in questione, scritto Da Mark Millar) sul grande schermo lasciano davvero a desiderare. Ad un certo punto, la continua, quanto improvvisa modificazione degli assunti narrativi iniziali, in una concatenazione temporale molto limita, mette a dura prova la credibilità del prodotto, di fronte ad uno spettatore che si trova, dall'action parossistica, immerso in un mondo in cui tutto è il contrario di tutto. La visione sarebbe anche innovativa, ma non con dei raccordi narrativi così veloci. Il problema non è l'inverosimiglianza del soggetto, nonostante telai e curvatura del proiettile, ma la difficoltà di argomentare chiaramente il soggetto in chiave cinematografica. Si tratta di un problema di scrittura e di contestualizzazione. Il film è troppo fuori dall'approccio alla concretezza, e la scrittura non è in grado di garantire la leggibilità da parte di tutti. Non si chiedeva un comic di nuova generazione, con la psicologia ad imperare, nè un giocattolone perfetto che conquista alla "Iron man", nè si potevano palesare elementi cool alla "Kick-ass", scritto dallo stesso Millar, ma, con un soggetto e un cast del genere (Jolie, McAvoy e Freeman), il risultato è inferiore alle aspettative, banale, da film action da prima serata delle reti generaliste. Con l'aggiunta di effetti speciali notevoli e un carico di poc-corn meno salato del solito.

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