25/11/10

Tv-Movie of the Day - Wall Street




 Stasera in Tv alle 23,30 su Canale5


Gordon Gekko è un pò la gigantografia del "greed" per eccellenza. Una figura, quella dell'avido, che il cinema ha sempre amato, quasi venerato. Non a caso le interpretazioni migliori, i caratteri migliori, sono legati, spesso, a quel misto di cinismo e "golosità di ogni tipo" molto oltre la norma. Va detto che Scrooge di "A Christmas Carol" è una versione insieme greve ed edulcorata di questo mondo, e che l'avidità può avere tante facce, non solo economiche (credo che la brama di successo di Norma Desmond in "Viale del tramonto" sia mostruosa), ma Gekko è un pò la chiave di svolta nel definire la psicologia del "greed". Perchè non è un alieno, ma un uomo. Non è un redento, almeno finora (vedremo nel sequel), ma nemmeno un peccatore. Ha la ferma consapevolezza che l'avidità è giusta a prescindere. E' proprio questa lucidità, che fa dell'interesse economico l'unico interesse da tutelare, a discapito di qualunque forma di dignità, che rende Gekko un personaggio mostruoso ma anche umano. Se consideriamo il Daniel Day-Lewis del "Petroliere" vediamo un uomo pazzo, senza se e senza ma. Gekko, con la malleabilità di un grandissimo Michael Douglas, è semplicemente uno squab di altissimo livello, un Re che lotterebbe fino alla morte per la sua corona. Va dato atto che il film, partendo da una matrice hollywoodiana, è un atto di accusa, con taglio giornalistico, di rara efficacia, con un Oliver Stone ispirato e politicizzato. Il mondo di "Wall Street" diventa un battage pubblicitario di insolenza, arrivismo, senza perdere la propria umanità nei personaggi che scelgono di non seguire la massa (e Bud Fox è uno yuppy che rinuncia alla sua scalata, cosa da non sottovalutare, nonostante i comportamenti, precedenti alla redenzione, scorretti e sleali). "Wall Street" è un vociare senza sosta, una scommessa, un licenziamento immotivato, un crollo e un rialzo. I giovani rampanti, i vecchi arcigni sono della stessa pasta. Perchè l'avidità, prima di essere ricchezza, è potere. E il potere, così come i soldi, è una pianta che ha costante bisogno di ricambio d'acqua. A volte la somministrazione è eccessiva, a volte scarsa. A volte le azioni cadono, a volte salgono. A volte la pioggia è incessante e non si vede il sereno, fino a far prosciugare la terra e raggrinzire la pianta. Ma un'altra radice è pronta per crescere e la vecchia pianta avrà il tempo di guarire fino a convivere con la nuova. Il cast è adatto e misurato. Emerge Michael Douglas per il carisma del suo personaggio, convince abbastanza Daryl Hannah, ma i più emapatici restano Charlie e Martin Sheen.

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