19/02/11

L'Orso d'Oro va a...

"Nader And Simin, A Separation"

In occasione della vittoria al Festival di Berlino edizione 2011, attendendo con ansia l'arrivo in sala, vincitore dell'Orso d'oro e dei due Orsi d'Argento come migliore attore/attrice per l'intero ensamble, vi proponiamo alcune foto tratte dal film e la recensione dello scorso giugno del precedente film del regista Asghar Farhad, "About Elly", a sua volta Orso d'Argento 2009.Il film affronta, con la solita tensione corale, un altro ritratto dell?Iran odierno, in relazione alla storia di una famiglia separata.











Recensione di "About Elly", film precedente del regista





Uno dei film più belli dell'anno esce a Giugno inoltrato, in poche copie. Un sincero ringraziamento alla Mediaplex Italia, che ha provveduto a recuperare questo gioiello, passato a Berlino, vincitore di numerosi premi, del tutto atipico per il nostro mercato. Infatti pensare ad un film iraniano che esplori il territorio noir con congetture-chiave, che cambiano nell'arco di pochi attimi, e con un continuo incontro scontro di verità-menzogna, nella mancanza di una verità comprensibile, sembra quasi un miraggio. E invece quest'opera è un miraggio avvolto dal mistero, dal mare e dall'incertezza, dall'accusa e dalla tensione irrisolvibile, quindi un miraggio personificato in un film, non una pellicola che è un miraggio . Il soggetto, con le dovute differenze, cita l'Antonioni dell"Avventura", di cui condivide alcuni tratti di partenza e qualche analogia, ma si lancia ad approfondire le dinamiche corali tra un gruppo di amici che si trovano ad affrontare una scomparsa, senza ragione, senza esito apparente, in cui l'indizio crea un nuovo indizio e, per quanto combacino, non si percepisce quale sia la realtà. "About Elly" è un piccolo film che unisce ad un carattere semiamatoriale con un certo stile fresco e classico la capacità di porre una mediazione tra le diverse culture cinematografiche, copione vivo e pensante, ingegnoso e dinamico, sul modello occidentale, ma dissertazione sociale, location e attori orientali. I due elementi si coniugano nell'unicum filmico, che non li separa, ma li immerge l'uno nell'altro. In questo senso la pellicola è tanto occidentale, quanto orientale, un misto ritmico di componenti che partecipano alla buona riuscita del film. Asghar Farhadi è un talento da tenere d'occhio e rappresenta quell'area di intellettuali che hanno sviluppato grandi capacità artistiche, nonchè solide discussioni e interpretazioni riguardo al mondo iraniano, nonostante tutto.

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