31/01/10

In the loop













In the loop



Non ha ancora una data di uscita in Italia. Probabilmente non verrà mai proiettato in una sala, ma poco importa. Il film è un esempio magistrale di scansione dei tempi . Da un soggetto di The Thick of it, serie british, conserva la sua stuttura televisiva iperveloce e disarticola una concatenazione di sceneggiatura perfetta, integrata in ogni sua parte. Il tipo di montaggio fa sì che lo spettatore non perda interesse anche quando sono troppe le cose che si sospendono o non si definiscono del tutto. Si decide di staccare, cambiando inquadratura, in due diversi momenti: o quando la tematica potrebbe essere più esplicitamente compresa con la sua coordinazione, oppure, per disorientarci, in momenti di puro no-sense narrativo (quindi per ciò che riguarda la diegesi non per quanto riguarda il messaggio). Lo spettatore è frastornato da un cumulo di battute al vetriolo, di imprecazioni, minacce fisiche, capovolgimenti, tensione sessuale e non che si instaura tra i personaggi. Si cita il film di Kubrick,"Il dottor Stranamore". Con caratteristiche differenti, soprattutto sulla resa visiva, che in questo caso assume un carattere più standard, famigliare e televisivo, il film è una satira sprezzante, potente, sulla guerra in Iraq. Se la guerra fredda in Kubrick aveva inoltre assunto connotazioni essenzialmente di carattere patologico nella raffigurazione di personaggi senza senso, in questo caso ci si attiene ad una caratterizzazione più dimessa, ma perciò, in tutti i limiti del caso, più realistica. Chi governa, presiede non è altro che una asso nella manica del proprio portavoce, tensioni e vicende personali influiscono sull'esito di importanti scelte strategiche, bugie, complotti, ambizioni di lunghe carriere, cambiamenti continui di prospettiva, mescolanza di eventi indiretti e montati ad arte, così come modificati a livello testuale nei documenti ufficiali, enfatizzazione del grottesco intrecciano tanti piani che convergono in un unico: la guerra è una decisione arbitraria generata dal nosense e perciò non può mai essere sensata. "In the loop" vanta una recitazione brillante, che giganteggia, ma soprattutto offre nel divertimento una grande riflessione e combatte la leggibilità del cinema imperante, destando, tramite montaggio breve, l'attenzione.

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